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Crisi, Scanderebech (UDC): con Berlusconi Italia sempre più povera

. “Rammento a Berlusconi – prosegue – che il contrasto alla povertà è da sempre uno dei principali compiti della politica, nella prospettiva del bene comune, dovrebbe in primo luogo cercare di assicurare ad ogni cittadino condizioni di vita dignitose"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

“E’ veramente intollerabile che in una occasione importante come quella di ieri, in cui il Presidente del Consiglio – Silvio Berlusconi – parlando alle Camere in riferimento alla crisi, con lo scopo di rassicurare i mercati e la finanza, abbia auspicato soluzioni per rilanciare la crescita dell’Italia e non abbia speso una parola per le famiglie che oggi sono sprofondate nella povertà. Al contrario ha manifestato preoccupazioni per le sue aziende quotate in borsa”. Lo dichiara in una nota il deputato dell’UDC Deodato Scanderebech. “Rammento a Berlusconi – prosegue – che il contrasto alla povertà è da sempre uno dei principali compiti della politica, nella prospettiva del bene comune, dovrebbe in primo luogo cercare di assicurare ad ogni cittadino condizioni di vita dignitose. La mancanza di politiche adeguate sta spingendo l’Italia verso la povertà. Infatti gli ultimi dati Istat relativi al 2010 indicano che in Italia sono: ‘relativamente poveri’ ben 8,172 milioni di persone, ovvero il 13,8% dell’intera popolazione, quasi tre milioni di famiglie. Poi ci sono gli ‘assolutamente poveri’ ovvero 3,129 milioni di persone che tecnicamente vivono di stenti, ovvero il 5,2% della popolazione e cioè 1,156 milioni di famiglie italiane”. “Purtroppo – osserva il deputato centrista – in Italia i poveri non hanno parti sociali che li rappresentino, non hanno lobby che li difendano, ma è bene ricordare a Berlusconi che non ci può essere espansione economica e crescita sociale senza adeguato spazio alla lotta alla povertà nell’agenda politica di un Governo. Dal lontano dicembre del 2008, con l’invio della social card, il Governo Berlusconi non si occupa più di misure nazionali contro la povertà. Quindi consiglio al Presidente Berlusconi, se veramente vuole contrastare la speculazione dei mercati e rendere moderno e più credibile il nostro Stato, di prevedere nel patto sociale per la crescita, una nuova social card, un mix di soldi e servizi fornita dal sistema di welfare locale”.   (Fabio D'Alessandro - Ufficio Stampa On. Deodato Scanderebech)

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