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La crisi non spaventa Fassino: "Torino può crescere e superarla"

Il Sindaco ha dichiarato ieri: "Abbiamo fatto ricorso alla fiscalità, che probabilmente è più alta che in altre città, ma anche il nostro sistema di welfare lo è"

"A Torino c'é la crisi come in tutte le parti del mondo, ma questa non è una città piegata dalla crisi. Ha risorse straordinarie con cui la può sostenere, affrontare e superare": lo ha detto il sindaco del capoluogo piemontese, Piero Fassino, durante la presentazione del bilancio di previsione in consiglio comunale. Fassino ha descritto le tre scelte che hanno determinato la costruzione del bilancio comunale: ridurre l'indebitamento, creare un equilibrio di bilancio stabile e solido e sostenere lo sviluppo della città.

L'INDEBITAMENTO - Fassino ha ricordato che Torino "ha dovuto concorrere con risorse proprie a finanziare grandi opere, che hanno aumentato la patrimonialità e la qualità della vita, portando lavoro e investimenti che hanno arginato la crisi. "L'anno scorso abbiamo operato una piccola inversione di tendenza, riducendo l'indebitamento di 25 milioni. Quest'anno, oltre alla riduzione del debito di 80 milioni, operiamo anche la riduzione nelle partecipazioni, il cui ricavato servirà a pagare i fornitori". Fassino ha sottolineato i tagli fatti agli enti locali. "Il 45% della spesa pubblica globale italiana è costituito dalla spesa delle amministrazioni centrali dello Stato. Quella dei Comuni ammonta al 15%, ma questi hanno subito tagli pari al 38%: c'é stato uno squilibrio per cui si è chiesto uno sforzo particolarmente grande agli enti locali non corrispondente a quello chiesto alle amministrazioni centrali dello Stato. Per questa ragione è impossibile chiedere ai Comuni la spending review, perché l'hanno già attuata da tempo".

LA SOLIDITA' ECONOMICA DELL'ENTE - Il Sindaco ha sottolineato che "c'é soltanto una spesa una tantum: la multa per essere usciti dal patto di stabilità. Ci siamo posti l'obiettivo di mantenere l'equilibrio nonostante 157 milioni di trasferimenti in meno e senza andare a mettere in discussione i servizi per i cittadini. Sulla cultura addirittura l'offerta è più ampia di quella del 2011. Per sostenere questa scelta abbiamo inciso per un terzo su spese governabili da noi stessi (personale, beni e servizi, macchina comunale) e per due terzi abbiamo fatto ricorso alla fiscalità, che probabilmente è più alta che in altre città, ma anche il nostro sistema di welfare lo è". Fassino ha annunciato che, se il gettito di Imu porterà entrate reali superiori alle previsioni, la fiscalità verrà ridotta.

LO SVILUPPO - Per il sindaco "l'unico modo per perseguirlo non è chiudere servizi e fare meno cose, ma ridefinire e rimodulare il perimetro delle risorse disponibili aggiungendo risorse private a quelle pubbliche, come avvenuto per l'offerta culturale. Ci proponiamo di mobilitare capitali privati per interventi di valore e di interesse pubblico".

(fonte ANSA)

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