Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica

Cota attacca Monti: "La Lega ha ragione tre volte"

Il Presidente della Regione Piemonte affronta l'argomento della crisi con un velenoso post su Facebook. Denunciando anche la miopia dei mezzi di informazione sul suo ruolo istituzionale

 

"La Lega ha ragione tre volte: Monti ha fallito" scrive il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota (Lega Nord), in un post sul proprio profilo Facebook sottolineando che da parte del Governo "c'é la disattenzione più completa rispetto ai problemi concreti della gente".
 
"La Lega ha ragione tre volte - dice Cota - la prima, perché l'unico modo per uscire da questa situazione è liberarci dalle catene che ci legano a Roma, come abbiamo sempre sostenuto. Se il Nord, infatti, potesse autodeterminarsi, scegliere un congruo sistema fiscale e non subire più discriminazioni, il nostro sistema produttivo sarebbe competitivo".
 
"La seconda - aggiunge - perché quando denunciavamo la pericolosità di un'operazione calata dall'alto vedevamo anche i rischi di un appoggio acritico da parte di un certo sistema di informazione. La terza, perché non bisogna essere dei professori per sapere che se un sistema fiscale raggiunge una pressione insostenibile, il risultato è quello di minare l'architrave portante di un paese, come un tarlo che rapidamente distrugge il mobile".
 
Cota sottolinea che "la benzina ha toccato quota due euro al litro", che molte famiglie non riescono a sostenere le spese scolastiche, che "la disoccupazione ha toccato livelli record" e sottolinea il "festival dell'ipocrisia perché - spiega - lo sport principale per certi deputati è quello di sostenere a Roma i provvedimenti del governo Monti e di criticarli sul territorio.
 
"Monti - scrive Cota - parla di serietà, di prestigio internazionale, si accredita come l'unico in grado di poter parlare a certi tavoli, i mezzi di informazione seguono l'onda". Infine Cota si chiede se "possiamo dire che questo governo sta andando bene" se "é aumentata in un anno di sette volte in negativo la distanza dalla media europea rispetto alla crescita del PIL, se il debito pubblico ha raggiunto la percentuale record del 123% rispetto al PIL, mentre un anno fa era sotto il 120%, se l'inflazione è passata dal 2,1% al 3,6%, la disoccupazione dall'8% al 10,8%, con oltre il 35% di disoccupazione giovanile".
 
(ANSA)
 
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