Politica

Cota spiega le Regionali del 2010 e perché il ricorso andava respinto

Scrive sul suo sito: "Non c'è bisogno di scrivere un trattato per capire che chi ha messo una croce su un simbolo dove la parola più grande era Cota, volesse votare per Cota"

Il Governatore della Regione, Roberto Cota, non si dà per vinto. Nonostante ci sia il rischio di tornare a breve alle elezioni, dopo che il Tar ha invalidato le scorse regionali del 2010, lui continua a gridare allo scandalo. Lo fa nuovamente utilizzando uno dei mezzi che preferisce, internet e la sua rubrica della "domenica del Governatore".

Cota parla ancora un volta di "vergognosa sentenza". Lo fa però trattando più a fondo l'argomento e mettendosi nella testa degli elettori. "Non cerco vendette, dico, anzi, che una volta per tutte questo scempio delle carte bollate deve essere fermato - poi spiega - Non c'è bisogno di scrivere un trattato per capire che chi ha messo una croce su un simbolo dove la parola più grande era Cota, volesse votare per Cota. Non prendiamoci in giro, per favore! Così come chi ha tracciato la croce sulla lista Pensionati ed Invalidi per Bresso voleva votare Bresso".

Sul banco degli imputati del Governatore non ci sono le leggi applicate, ma ci sono le "menti contorte" di chi ha tenuto in piedi "un ricorso che non doveva neanche essere presentato e che, quanto al risultato complessivo delle elezioni, andava respinto in cinque minuti".

In attesa del giudizio del Consiglio di Stato, a cui la scorsa settimana è stato presentato il ricorso contro la sentenza del Tar, Cota continua a governare con la sua Giunta. "Resistere contro questa vergognosa sentenza è un dovere".

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