Politica

Cota punta il dito contro "il paese dei paradossi e dei giochi di potere"

"Forse a qualcuno può far comodo una sanità dove interessi di parte e politica possano sguazzare liberamente! Io non ho alcun interesse a distruggere, ma solo a costruire"

Roberto Cota non si ferma. Sfrutta ancora una volta la rubrica "la domenica del Governatore" (giunto alla puntata 104), per dire la sua su quanto sta accadendo in Piemonte e, questa volta, anche a Roma. Intitola il monologo "Il paese dei paradossi e dei giochi di potere" e punta il dito contro "la mancanza di democrazia", contro alcuni gruppi di potere, contro alcuni mezzi di informazione e, infine, contro la "totale mancanza di reazione rispetto alle politiche europee ed al sistema dell'euro che insieme allo stato centrale strangolano la nostra economia".

Cota dice che i paradossi da lui elencati li sta vivendo sulla sua pelle in questi giorni. "Come Presidente della Regione - scrive -, vengo mandato a casa dopo essere stato eletto direttamente dai cittadini. Certi giornali non si indignano, non ricostruiscono i fatti e neppure dicono che cosa ha fatto chi ha presentato i ricorsi per farmi cadere".

Parlando di Renzi, neo capo del Governo italiano, si chiede come mai nessuno parli delle vicende di quando era Presidente della Provincia. "Domanda ingenua e retorica", si risponde. "Potrei andare avanti all'infinito - conclude Cota -, parlando delle vere caste onnipotenti e mai criticabili. Lo farò in seguito, finché avrò voce, sperando che certa gente che sale in cattedra cominci a vergognarsi e che il cambiamento e il rinnovamento, di cui questo paese ha vitale bisogno e che io e la mia giunta abbiamo iniziato a portare avanti con le nostre riforme, ci sia davvero".

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