Morto Filippo Polito, storico esponente di destra ucciso dal coronavirus

Domani i funerali

Filippo Polito aveva 69 anni: è morto per il coronavirus

La destra di Torino e provincia piange Filippo Polito, per gli amici Pippo, 69enne conosciuto per la sua attività politica soprattutto a San Mauro Torinese, dove è stato anche presidente del consiglio comunale, morto venerdì 16 ottobre 2020 per il coronavirus all'ospedale Amedeo di Savoia a Torino. Il suo funerale si terrà domani, martedì 20, alle 10 nella chiesa di San Benedetto a San Mauro, dove sarà poi tumulato nel locale cimitero.

Polito era conosciuto per la sua lunghissima militanza prima nel Movimento sociale e poi in Alleanza nazionale. Era titolare di un'agenzia di viaggi, era tra gli animatori del centro nazionale sportivo Fiamma ed era un grande tifoso della Juventus. Nel 2014 era stato candidato per il centrodestra alla carica di consigliere regionale, senza però risultare eletto. Nel corso di quella campagna elettorale, era stato malmenato dai sostenitori di Beppe Grillo riportando alcuni giorni di prognosi, e aveva lanciato la proposta provocatoria di restituire la cittadinanza onoraria revocata dal Comune di Torino a Benito Mussolini.

Il virus e l'ultimo post dall'ospedale

A settembre aveva contratto il coronavirus. Nonostante avesse già alcune patologie, nessuno tra coloro che lo conoscevano si sarebbe aspettato un epilogo tanto infausto. Pochi giorni prima di morire aveva scritto questo post dal letto dell'ospedale: "Non c'è nulla da scherzare: questo maledetto virus è sempre in agguato. Sono in assoluto isolamento, ho un po' di febbre e un po' di mancanza di fiato che supero con l'ossigeno. Ho dei sintomi di polmonite. Un saluto e un abbraccio a tutti e a presto".

Il ricordo della figlia Alessia

"Le cose - scrive su Facebook la figlia Alessia - succedono sempre nel modo più improvviso e brutto. Avrei mille cose da dirti, ma è difficile trovare le parole quando si deve ancora realizzare. Ti ho scelto e ti risceglierò alle mille volte come padre. Sono sicura che la vita ci farà incontrare nuovamente. Sarà dura non ricevere più le tue mille telefonate quotidiane e i tuoi 'che facete?'. Buon viaggio mi viejo, ti amo...".

Il ricordo di Nazzareno Mollicone

"Fuori di Torino - scrive Nazzareno Mollicone, storico segretario della Cisnal-Ugl -, non è noto: ma desidero ricordarlo perché egli è stato un tipico rappresentante di quel popolo nazionale e sociale che si è battuto con decisione ma anche con capacità e umanità, a favore delle sue idee e dei lavoratori. Perché egli era un operaio della Fiat, rappresentante della Cisnal (a Torino, negli anni settanta!) nello stabilimento, dirigente provinciale del sindacato. Ma era anche impegnato politicamente con il Msi di cui fu eletto consigliere comunale nel paese della cintura torinese in cui viveva. Per un certo periodo di tempo, all'epoca del congresso del 1987 che portò all'elezione di Fini, fu anche sostenitore della corrente di Pino Rauti che si presentava con la lista Linea nazional-popolare. Lo ricordo in quell'occasione nel congresso provinciale di Torino in cui ero presente in rappresentanza della corrente a sostegno della lista. E lo ricordo anche successivamente. Non l'ho frequentato molto, vista la distanza: però desidero ricordarlo come un militante di umile estrazione sociale, pieno di fede e di ardore, impegnato nel sociale e nella politica: Un esempio per come devono essere gli uomini di destra, nel senso più alto e nobile di questa parola".

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