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Magliano: " Servono più controlli alle richieste di residenza in Comune"

Spesso parenti e amici di chi affitta un immobile chiedono e ottengono la residenza a Torino sebbene la legge non lo permetta. Gallo: "Faremo controlli a campione"

Secondo un aggiornamento dello scorso maggio, la popolazione residente a Torino al 31 dicembre 2013 raggiunge quota 905.014 persone. Ma in effetti in quanti hanno realmente diritto di avere la residenza sotto la Mole? Secondo l'art.5 del Decreto Legislativo 47/2014 in realtà, chi occupa un alloggio senza averne titolo non può chiedere la residenza in Comune. Una sorta di misura di sicurezza, anche contro il terrorismo, che andrebbe attuata con rigore, controllando puntualmente le autocertificazioni richieste all'atto della domanda di residenza.

"In un momento in cui l'allerta è ad alti livelli, sarebbe necessario sapere chi vive a Torino - afferma Silvio Magliano, vice presidente vicario del Consiglio Comunale, che sul tema ha presentato un'interpellanza - . Un sistema efficace e accurato di controlli potrebbe essere utile" . Le cose infatti spesso non vanno come prevede la legge. Può succedere infatti che chi firma un contratto di affitto per un immobile, venga poi raggiunto da amici e parenti che chiedono ed ottengono senza troppe difficoltà, e senza pagare alcun canone di affitto, la residenza in Comune. Ma più controlli sarebbero utili soprattutto a tutelare chi in primis viene danneggiato da questi comportamenti scorretti: il proprietario di appartamento.  "Spesso i proprietari - continua Magliano - trovano il loro immobile occupato da persone diverse dall'intestatario del contratto che nel frattempo si è magari reso irreperibile. E rendere esecutivo uno sfratto per una persona che non ha mai firmato il contratto originario, diventa un'impresa impossibile".

Stefano Gallo, assessore ai Servizi Demografici e Statistici del Comune di Torino, dal canto suo promette più controlli : " I dati sull'occupazione dell'immobile non vengono registrati in modo informatico - ha risposto in Sala Rossa - ma soltanto con la documentazione cartacea prevista dalla pratica. E' vero, può accadere che i famigliari di una persona irreperibile continuino a permanere nell'immobile locato ma questo è un caso che esula dalle competenze dell'ufficio anagrafe. Si stanno però predisponendo verifiche a campione per la veridicità delle autocertificazioni".  

Ma Magliano ai controlli a campione non ci sta: " E' diventato necessario prevedere verifiche accurate sulle autocertificazioni allegate alle pratiche per la richiesta di residenza, in modo da tutelare i proprietari di immobili e garantire la sicurezza pubblica. I residenti senza contratto - ha continuato - non sono nemmeno sottoposti alla registrazione all'Agenzia delle Entrate, e di conseguenza al Ministero degli Interni, che normalmente avviene quando si stipula un contratto di affitto".

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