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Dipendenti del Comune criticano sui social sindaca e assessora: per loro scatta l'iter disciplinare

L'assessora Di Martino replica: "E'una scelta dei dirigenti e dell'ufficio del personale, non della politica"

E' esplosa la polemica sul procedimento disciplinare del Comune ricevuto dall'educatrice, da poco in pensione dopo 35 anni di lavoro. La dipendente aveva espresso il suo parere negativo sulla ripresa del servizio nelle materne e nei nidi, durante una diretta Facebook dell'11 giugno della sindaca Chiara Appendino e dell'assessora all'Istruzione Antonietta Di Martino. Eppure secondo l'assessora "il procedimento disciplinare è una scelta dei dirigenti e dell'ufficio del personale, non certo della politica". La "punizione" è scattata il 22 giugno - e in 35 anni di lavoro non le era mai successo un episodio simile - ma dal 1° settembre, l'educatrice è in pensione. Ma nelle ultime ore fa discutere anche un altro caso: un semplice commento - "Mala tempora" (tempi bui, ndr) - ad un articolo pubblicato sui social, che risale a fine luglio, da parte di una dirigente del Comune di Torino che avrebbe fatto scattare per lei un iter disciplinare. 

La presa di posizione della politica

Sul caso dell'educatrice sono intervenuti Stefano Lo Russo del Pd e Valentina Sganga del M5S. Il capogruppo dem definisce il potere grillino "entrato in crisi, incattivito e complottista" e aggiunge: "L'odioso episodio della sanzione disciplinare alla dipendente comunale " rea" di aver criticato su Facebook l'amministrazione, se confermato nella sua gravità da quanto apprendiamo da fonti stampa, è l'inequivocabile e ulteriore segno di un'amministrazione molto fragile, chiusa su se stessa e che sa che si sta avvicinando la fine ". 

E Sganga, che sottolinea come sindaca, giunta e consiglieri siano organi di rappresentanza politica e quindi la critica nei loro confronti sia legittima, dal canto suo aggiunge: "Voglio augurarmi che la sanzione disciplinare alla dipendente dei servizi educativi poggi su qualcosa di più grave e fondato del solo commento critico. Andremo in profondità, ma credo sia giusto precisare, a fronte di chi impropriamente accusa la parte politica di voler mettere a tacere le critiche, che simili provvedimenti sono atti dirigenziali, assunti da un dirigente nel libero esercizio delle sue funzioni e nell'ambito dei rapporti con i suoi dipendenti, senza che in questo sia coinvolta l'amministrazione politica dell'ente"

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