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Il nuovo grattacielo non basta per tutti, il Consiglio regionale non trasloca

Il Consiglio regionale rimane in via Alfieri e i gruppi in via Arsenale: la decisione è ufficiale e dettata da "motivi economici". Con soldi pubblici infatti sono stati acquistati negli ultimi anni sedi per 23 milioni di euro

Il Consiglio regionale resta a Palazzo Lascaris. La decisione di non trasferirsi nel nuovo grattacielo in costruzione in zona Lingotto, presa dall'Ufficio di Presidenza su proposta di Mauro Laus e dopo il sopralluogo della settimana scorsa, ora è ufficiale.

Troppo oneroso il trasferimento. Negli ultimi anni infatti sono stati acquistati sia lo stabile in via Arsenale (per 9 milioni di euro) per consentire ai gruppi consiliari di stare tutti in un'unica sede, sia il più costoso ex Banco di Sicilia di via Alfieri (di fianco a Palazzo Lascaris), costato la bellezza di 14 milioni di euro. Quasi 25 milioni di euro per due edifici che in caso di trasferimento del Consiglio regionale difficilmente sarebbero potuti essere venduti: invendibile inoltre Palazzo Lascaris, acquistato dalla Regione Piemonte negli anni ’70 per diventare sede del Consiglio e appositamente ristrutturato con la costruzione dell’Aula sotterranea, e inalienabile poiché la struttura risale all’epoca barocca ed è vincolato dal punto di vista architettonico.

“La decisione ha riaffermato l’orientamento già espresso dagli Uffici di presidenza nelle due precedenti legislature – dichiara il presidente Laus –. Le motivazioni del mancato trasferimento sono essenzialmente di ordine economico: negli ultimi anni per l’acquisizione del palazzo di via Arsenale 14, sede dei gruppi consiliari e di via Alfieri 13, ex banco di Sicilia, sono stati spesi complessivamente 21 milioni di euro. La conclusione dei lavori di adeguamento di questi ultimi permetterà al Consiglio regionale di occupare esclusivamente spazi in edifici di proprietà, evitando così di pagare affitti per altri uffici”.

Un grattacielo dunque non basta per ospitare gli uffici della Regione e quelli del Consiglio Regionale. Un totale di circa 2.500 dipendenti non avrebbe trovato posto nella nuova costruzione ideata - e profumatamente pagata - all'architetto Massimiliano Fuksas. Un trasferimento - fanno sapere dagli uffici regionali - sarebbe stato possibile solo con l'edificazione di una palazzina separata a lato del grattacielo.

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