Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

Confermata la condanna a Giovine per la lista "Pensionati per Cota"

La condanna inflitta a Michele Giovine e al padre Carlo è stata confermata dalla Corte di Appello di Torino. La vicenda si riferisce alla raccolta di firme per la presentazione della lista nelle ultime regionali

La Corte di Appello di Torino si è pronunciata sul caso Giovine. E' stata confermata la condanna a due anni e otto mesi di reclusione per il consigliere regionale della lista "Pensionati per Cota" per la vicenda delle firme false nelle ultime elezioni regionali. La Corte d'Appello ha dunque confermato la pena inflitta in primo grado a Michele Giovine. Nella stessa sentenza, invece, è stata ridotta di due mesi la pena per Carlo Giovine, coinvolto nella stessa vicenda di raccolta firme per la presentazione della lista che ottenne 27 mila firme.

L'ACCUSA - Il pg Vittorio Corsi sostiene che 17 delle 19 firme dei candidati della lista "Pensionati per Cota" siano falsificate. Durante il dibattimento di primo grado, era emerso che alcuni di loro erano stati candidati a loro insaputa, mentre di altri era stata apposta la firma in calce alla candidatura in Comuni diversi da quelli di Gurro (Verbania) e Miasino (Novara), in cui Giovine e il padre, che sono consiglieri comunali, potevano raccoglierle in qualità di pubblici ufficiali.

PROVE - I telefoni cellulari dei due Giovine, padre e figlio, risultavano essere a Torino i giorni in cui i moduli erano stati firmati. Secondo Mercedes Bresso, candidata del centrosinistra alle elezioni regionali sconfitta per 9.000 voti da Roberto Cota, il contributo della lista Pensionati fu decisivo nel determinare la sua sconfitta e per questo ha sempre contestato il risultato. Sulla vicenda è in corso anche un procedimento amministrativo sul riconteggio delle schede, che in primo grado ha dato ragione a Cota.


MERCEDES BRESSO - "Cota ha vinto con l'inganno. Con oggi si è confermato che senza i reati commessi dalla lista falsa a suo sostegno il risultato sarebbe stato diverso. Mi auguro - aggiunge Bresso - che la magistratura amministrativa, quella con il potere di imporre gli effetti sulla legislatura, si possa esprimere presto. La Corte, infatti, ha accertato che la lista era falsa e che i Giovine hanno commesso le peggiori cose per ottenere un vantaggio elettorale. Chi riteneva che si trattasse solo di piccole dettagli formali alla stregua di bagatelle - conclude Bresso - si prenda l'onere di leggere gli atti del processo cosi si renderà conto dello squallido contesto in cui i due condannati hanno operato".

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