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Ecco il patto tra i torinesi e il Comune per gestire e curare i beni urbani

Gruppi di torinesi, singoli, associati o comunque riuniti in formazioni sociali anche informali, potranno prendersi cura di uno spazio pubblico

E' stato approvato ieri in Sala Rossa con 25 voti a favore, 4 contrari e un'astensione, il regolamento che disciplina la collaborazione tra cittadini e amministrazione comunale per la cura, la gestione e la rigenerazione dei beni comuni urbani.

Gruppi di torinesi, singoli, associati o comunque riuniti in formazioni sociali anche informali, potranno attivarsi per prendersi cura, gestire o rigenerare un’area o struttura pubblica, grazie a un patto di collaborazione con il Comune di Torino. "Verrà perseguito così  - ha spiegato l'assessore alla Rigenerazione urbana Ilda Curti - un modello di welfare adeguato alla complessità urbana, fondato sull'assunzione di responsabilità da parte di tutti". 

In particolare la Giunta comunale individuerà immobili o spazi pubblici inutilizzati o degradati destinati a diventare oggetto di una consultazione pubblica per raccogliere proposte di collaborazione da parte di cittadini.

In questo tipo di operazione però è esclusa a prescindere ogni forma di privatizzazione: chi accetterà di prendersi cura del bene in questione non potrà assumere alcuna modalità in contrasto con la sua fruizione collettiva. La cura, la gestione condivisa e la rigenerazione del bene, secondo il patto di collaborazione, potranno prevedere diversi livelli e  attività: progettazione ad esempio ma anche organizzazione di eventi, realizzazione di restauro e produzione culturale.

Le varie proposte che arriveranno dai cittadini saranno valutate in un gruppo di lavoro istituito dal direttore generale del Comune ed esaminate dalla commissione consiliare competente. Presto saranno disponibili anche uno sportello rivolto al pubblico e un apposito sito web 

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