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Zitoli (Udc): "Ecco la verità sul voto disgiunto"

"Quando dico che il voto disgiunto può essere adottato di fatto “solo” dai partiti di centro intendo che è più logico che sia un elettore di centro a esprimere una preferenza per un altro candidato"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

Ho scritto su una nota in Facebook che “il meccanismo del voto disgiunto (una X su una lista e una X su un sindaco diverso rispetto a quella coalizione) poteva essere adottato di fatto “solo” dai partiti della coalizione di centro”. Oggi lo Spiffero ha riportato la mia frase interpretandola così: “l’Udc torinese ha promosso e praticato ad abundantiam il voto disgiunto, il famoso splitting. Ad ammetterlo è Claudio Zitoli, esponente di terza-quarta linea dello scudo crociato, attaché del segretario regionale Alberto Goffi, per il quale cura la comunicazione, arrivato quarto, con 180 voti, nella lista comunale”. Mi sembra alquanto scorretto nonché gratuito questo attacco alla mia persona e al partito. Quando dico che il voto disgiunto può essere adottato di fatto “solo” dai partiti di centro intendo che è più logico che sia un elettore di centro a esprimere una preferenza per un altro candidato a sindaco rispetto che aspettarsi che lo faccia un elettore schierato nelle due coalizioni agli estremi del continuum sinistra-destra. Non c’è bisogno di essere dei politologi per capirlo!

Quanti elettori del PDL possono aver votato per Fassino?
E quanti del PD possono averlo fatto per Coppola? Le mie dichiarazioni scaturiscono dalla voce diretta di parte del mio elettorato che ammette di aver votato in totale libertà di coscienza, e non certo sotto mio consiglio o convincimento. Molti di loro non mi avrebbero votato se non avessero potuto usufruire dell’istituto del voto disgiunto. Non si può certo costringere le persone a votare per un sindaco se hanno la facoltà di scegliere tra diversi nomi slegati dalle liste e dei candidati. Non è colpa mia se Musy non era conosciuto come gli altri due! Allora perché usare me e il partito come capri espiatori per giustificare il risultato di Musy? E perché non fare luce su migliaia di voti di preferenza spariti nel nulla… Io non mi rassegno e sono pronto a scendere in piazza davanti al Comune con i miei elettori, poi li contiamo e vediamo se sono solo 180!

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