Politica

Città metropolitana, Marrone: "Distruggeremo dall'interno il mostro renziano"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

Le elezioni del Consiglio Metropolitano di Torino si avvicinano e la rabbia di Sindaci e Consiglieri Comunali comincia a farsi sentire: a loro vogliamo dire che la Lista Civica Alternativa per il Territorio correrà per distruggere la Città metropolitana, non per farne parte. Con azioni concrete, mica chiacchiere - promette Maurizio Marrone, Capogruppo di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale in Comune di Torino e Regione Piemonte, che annuncia - Con Paolo Giardino, Consigliere Comunale a Villarbasse che sosterrò alle elezioni del Consiglio Metropolitano per dare voce a chi conosce e vive le difficoltà dei piccoli Comuni, abbiamo deciso di lanciare il comitato referendario per l'abrogazione della legge Delrio nella parte in cui disciplina le Città metropolitane.

Presenterò una mozione in Consiglio Regionale affinché sia la Regione Piemonte a richiedere il referendum ai sensi dell'art. 75 Cost., ma siccome il centrosinistra sicuramente si metterà di traverso non ci spaventa raccogliere le firme: un vero e proprio missile contro l'ipocrisia di chi aveva promesso di eliminare le province e invece ne ha solamente cancellato l'elezione democratica e diretta>>.
Aggiunge Paolo Giardino, candidato della Lista Civica Alternativa per il Territorio, capogruppo di minoranza nella lista civica Noi Siamo Villarbasse, perito industriale, ha frequentato la facoltà di informatica presso il Politecnico di Torino, imprenditore artigiano dell'automazione industriale e robotica, imprenditore agricolo nell'ambito dell'apicoltura e Consigliere Regionale ANTEC (Assoc. Nazion. Tecnici liberi professionisti).

Non corriamo per far parte del "mostro metropolitano", ma per combatterlo dall'interno, altrimenti avremmo scelto la strada comoda del listone delle larghe intese in cui hanno trovato spazio molti politici torinesi ai danni della rappresentatività degli amministratori dei piccoli comuni. Se entrerò a far parte del Consiglio metropolitano vigilerò sul rispetto delle prerogative dei piccoli Comuni dall'abbraccio mortale del capoluogo straindebitato, in sede di stesura dello Statuto, se necessario con il più feroce ostruzionismo. Mi batterò affinché questo nuovo ente non sia l'ennesima morsa alle ormai vuote casse comunali che rischiano di dover far fronte, oltre al resto,  anche a spese aggiuntive come ad esempio lo spazzamento neve. Un ente che si sostituisce alla provincia privando il territorio del suo diritto ad eleggere democraticamente i propri rappresentanti e' un ente che va combattuto e non ignorato. L'astensionismo è pericoloso per i piccoli enti. Raccoglieremo le firme sotto le centinaia di campanili della Provincia di Torino per cancellare la Città metropolitana dalla legislazione italiana.

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