Affidi, la frase choc dell'assessora leghista: "Non accetto critiche da chi non è madre"

Appendino: "Affermazioni inqualificabili"; il Pd chiede le dimissioni

Bufera su Chiara Caucino, assessore regionale leghista alle Politiche per la famiglia. A scatenare la polemica alcune sue frasi a proposito degli affidi, ambito per cui lei stessa è attiva nella scrittura della nuova legge regionale. "Accetto qualunque critica, ma non da donne che non hanno figli" ha detto Caucino a margine di un incontro organizzato dal Comitato Cittadini per i Diritti Umani, contrario agli affidi.

"C'è chi parla e non è nemmeno madre - ha proseguito l'assessora - . Forse prima di parlare dovrebbe passare per quel sacro vincolo. Sono arrabbiata con chi non capisce che non strumentalizzo i bambini e che il mio interesse è tutelarli: lo faccio per mio figlio e per tutti i bambini. Perché i figli sono dei genitori e non dello Stato, al contrario di quanto credono alcune parti politiche".

La nuova norma Allontanamenti zero, già approvata dalla Giunta di centrodestra di Alberto Cirio, attende il benestare del Consiglio regionale e ha generato il malcontento tra i Cinque Stelle e il centrosinistra, in particolare per la richiesta dello spostamento di risorse - 44 milioni di euro già stanziati - dai servizi sociali alle famiglie, sottoforma di aiuti economici.

Le reazioni

Sabato 15 febbraio a protestare contro il nuovo ddl sono scese 400 persone tra cui anche Chiara Appendino a cui l'infelice uscita di Caucino non è andata giù: "Inqualificabili le affermazioni dell’assessora leghista - ha detto la sindaca - , sul ruolo della donna e sulla sacralità del vincolo genitoriale come mero fenomeno biologico. Inaccettabile poi il giudizio sui manifestanti di sabato scorso, definiti sciocchi o ignoranti. Se questi sono i presupposti da cui nascono le sue proposte di legge, si spiega la totale inconsistenza e dannosità del ddl Affidamenti zero”.

La prima cittadina ha poi auspicato la richiesta delle scuse dell'assessore da parte del governatore Cirio e un eventuale suo ripensamento a proposito del ddl in questione.

Ma le parole dell'assessore hanno scatenato la reazione anche di Paolo Furia, segretario del PD regionale, che ha accusato Caucino di voler "tappare la bocca a chi contrasta la sua proposta di legge su allontanamento zero pur non avendo figli", auspicando anche un suo passo indietro: "Avendo dimostrato di non essere all’altezza del ruolo, Caucino dovrebbe dare le dimissioni seduta stante e chiedere scusa a chi ha offeso".

Anche il capogruppo dem in Regione Domenico Ravetti ha commentato le frasi di Caucino:"A chi si riferisce? Forse al Gruppo del Pd che, da mesi, si sta battendo perché non venga smantellato il sistema degli affidi? Forse si riferisce alla consigliera Monica Canalis, l’unica donna e peraltro senza figli, e quindi non legittimata a occuparsi di ‘allontanamento zero’? Se così è allora lo dica chiaramente e non si nasconda dietro allusioni e commenti offensivi sulla donna. Nel Gruppo del Pd c’è una sola donna, non ha figli e si sta battendo per tutelare bambini vittime di situazioni tremende, bambini ai quali è stata negata l’infanzia. Ci dica Caucino se è lei che vilmente sta tirando in ballo senza nominarla - ha concluso -. Nel qual caso, a fronte di una così greve e inusitata volgarità intellettuale, l’assessora Caucino altro non dovrebbe fare se non dare le dimissioni".

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"Se le donne senza figli non possono parlare di affido - ha commentato ancora Silvio Magliano, Presidente Gruppo Consiliare Moderati, Consiglio Regionale del Piemonte - , allora la Chiesa non può esprimersi in tema di famiglia? A che titolo, seguendo la stessa assurda logica, la stessa assessora potrebbe parlare di case popolari senza viverci? Il Presidente Cirio intervenga al più presto affinché la Regione non si copra ulteriormente di ridicolo".

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