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Appendino ascoltata in procura: "Non abbiamo nulla da nascondere. Sono serena"

Alla sindaca, Rolando e Giordana viene contestato il reato di falso ideologico in atto pubblico

Ha preferito presentarsi subito in procura la sindaca Chiara Appendino. Dopo l'avviso di garanzia giunto a lei, all'assessore al Bilancio Sergio Rolando e al capo di Gabinetto Paolo Giordana, per falso ideologico in atto pubblico, la prima cittadina ha deciso di recarsi già nel pomeriggio. nell'ufficio del procuratore aggiunto Marco Gianoglio e dalla pm Enrica Gabetta, che per tre ore hanno ascoltato la sua versione. 

Sotto il torchio 

Nei prossimi giorni verranno sentiti anche Rolando e Giordano. Alle 20.20, uscendo dal Palazzo di Giustizia, la sindaca si è mostrata provata ma serena e ha dichiarato:

"Ho chiarito quello che c'era da chiarire. E' stata una chiacchierata corretta in cui ho esposto i fatti alla luce di come abbiamo lavorato al bilancio. Sono serena. Non posso entrare nel merito perché c'è una indagine in corso - ha aggiunto -. Abbiamo agito nell'interesse dei torinesi, non abbiamo nulla da nascondere e questa è stata la prima occasione per chiarire la mia posizione, consegnare la documentazione necessaria e definire tutti i dettagli che mi sono stati richiesti. Ho piena fiducia nella magistratura".

Quei cinque milioni

A mettere nei guai la sindaca e il suo staff, il primo bilancio 2016 firmato Cinque Stelle. Alla prima cittadina e ai suoi collaboratori viene contestato il fatto di aver "fatto sparire" 5 milioni di debito da restituire a Ream, una partecipata di Fondazione Crt che aveva il diritto di prelazione sull'area Westinghouse, dove sorgerà il centro commerciale. Cifra che non è stata iscritta agli atti e nemmeno restituita. Da qui la denuncia di Stefano allo Russo del Pd e di Alberto Morano, dell'omonima lista civica, che hanno pensato di informare la Corte dei conti.

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