Monica Cerutti (Sel): "Lotteremo contro il reato di clandestinità"

"La Buona Politica non ha paura delle percentuali elettorali da prefisso telefonico"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

"Non sia mai che il MoVimento 5 Stelle possa passare per un organismo politico aperto all'integrazione e all'accoglienza" - avranno pensato Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, e allora start al computer, open alla bacheca del blog e via di tastiera per comporre quella che è una lettera di conforto a tutti quegli ex leghisti (e sono tanti) che hanno votato per i grillini.

"Ieri è passato l'emendamento di due portavoce senatori del MoVimento 5 Stelle sull'abolizione del reato di clandestinità. La loro posizione espressa in Commissione Giustizia è del tutto personale" - scrivono i due, sottolineando che quella dei senatori è una posizione che non è stata discussa in alcuna assemblea di gruppo e che non faceva parte del programma elettorale. Bene, ok, su questo passaggio volendo si potrebbe anche discutere, seppur abbiamo qualche dubbio che tutti gli emendamenti presentati dai pentastellati siano stati discussi in assemblee, né tantomeno in rete. Il punto sul quale si dovrebbe invece aprire un dibattito politico è quello successivo: "Non siamo d'accordo sia nel metodo che nel merito" - dice e poi spiega - "Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l'abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico. Sostituirsi all'opinione pubblica, alla volontà popolare è la pratica comune dei partiti che vogliono "educare" i cittadini, ma non è la nostra. Il M5S e i cittadini che ne fanno parte e che lo hanno votato sono un'unica entità. Nel merito questo emendamento è un invito agli emigranti dell'Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l'Italia".

L'incertezza del MoVimento 5 Stelle, o almeno di una parte di esso, in merito alle politiche sull'immigrazione e l'accoglienza sono note e spesso abbiamo cercato di metterle in luce. Un movimento politico o un partito che per raccimolare voti non affronta le tematiche necessarie per lo sviluppo e il benessere del Paese ha perso in partenza. La politica non deve per forza sempre strizzare l'occhio all'elettorato, ma lavorare per il bene comune dell'intera popolazione e a sinistra il prezzo della coerenza lo abbiamo pagato a caro prezzo.

L'abolizione del reato di clandestinità non sarebbe "un invito agli emigranti dell'Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l'Italia", piuttosto la cancellazione di una norma che crea enormi distorsioni legislative. Negli ultimi due anni abbiamo seguito in prima persona la questione dei Centri di Identificazione ed Espulsione visitando quello di Torino con cadenza regolare: il reato di clandestinità ha portato dentro quelle strutture donne e uomini che, dopo aver vissuto per una vita nel nostro Paese, hanno perso il permesso di soggiorno per motivi comuni a molti italiani, tra cui la perdita del posto di lavoro.

Grillo stia tranquillo, il reato di clandestinità lo faremo abolire attraverso il lavoro politico e la mobilitazione dei cittadini. La Buona Politica non ha paura delle percentuali elettorali da prefisso.

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