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"Adesso la Ferrero faccia un passo indietro"

Partito Democratico, Italia dei valori e Futuro e Libertà chiedono le dimissioni dell'assessore regionale Caterina Ferrero. Barbara Bonino (Pdl): "Mi auguro sia tutto un equivoco"

"Mi auguro che sia un equivoco e che venga chiarito al più presto". Questo il primo commento, a caldo, dell'assessore regionale ai Trasporti del Piemonte, Barbara Bonino (Pdl) a proposito dell'inchiesta sulla sanità che vede coinvolta la sua collega di giunta, Caterina Ferrero.

Dal Fli arriva la prima richiesta di dimissioni dell'assessore Ferrero, coinvolta in un'inchiesta corruzione e turbativa d'asta. "E' un fatto grave e sconcertante per la Sanità Piemontese e per il panorama politico regionale - dichiara Aldo Di Biagio, coordinatore Fli Piemonte - Le accuse finora sollevate sono gravi e coinvolgono referenti massimi del settore. Per correttezza l'Assessore Ferrero dovrebbe dimettersi dimostrando almeno onestà politica nei confronti dei cittadini".

L'invito a "fare un passo indietro" viene rivolto anche dal Pd piemontese all'assessore regionale alla sanità. Il capogruppo piediessino in Regione, Aldo Reschigna, sostiene che "dopo 5 anni di buongoverno del centrosinistra, con una sanità rimasta lontana dalle cronache giudiziarie, si torna a quel clima che il Piemonte aveva conosciuto con lo scandalo Odasso, sotto la Giunta Ghigo. Naturalmente toccherà alla magistratura accertare le responsabilità penali".

"Ho sempre denunciato gli sprechi e le situazioni poco chiare, ora Cota rifletta sulla composizione della Giunta": ad affermarlo è il capogruppo dell'Italia dei valori in Regione, Andrea Buquicchio.

L'assessore alla sanità deve dimettersi" e il governatore Roberto Cota "ha il dovere di dare una spiegazione": così commenta l'ex presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, la notizia delle indagini in corso. "Dagli inquirenti - continua Bresso - è stato illustrato uno scenario gravissimo in cui emerge una rete di affari a danno delle casse pubbliche, tutto fatto con il più evidente atteggiamento di sprezzo totale verso la legalità". "I fatti - conclude Bresso - saranno da chiarire nei dettagli, ma considerato che tutto parte dalla revoca di una delibera di Giunta su un bando di gara, il presidente della Giunta ha il dovere di spiegare ai piemontesi come sono potuti accadere simili comportamenti criminali".

Il Pdl del Piemonte, partito al quale appartiene l'assessore regionale alla Sanità Caterina Ferrero, difende l'esponente della giunta Cota raggiunta oggi da un avviso di garanzia della Procura di Torino. "Il coinvolgimento dell'assessore nell'inchiesta - ha affermato il coordinatore del Pdl piemontese Enzo Ghigo - è assolutamente marginale. E non c'é alcun coinvolgimento del partito, né un approccio negativo della politica piemontese nei confronti del sistema sanità. La sanità del Piemonte - ha rimarcato - non è un regno del malaffare".

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