Politica

Tav, tra un mese il primo cantiere. Ma in Valsusa lavori solo dal 2023

Dopo il vertice a Palazzo Chigi via libera alla Torino-Lione. Cota: "Non ci sono più passaggi che possano ritardare l'opera". Ma i sindaci valsusini: "Non ci sono soldi per tutto il progetto"

Arriva da Roma l'ok forse definitivo per l'inizio dei lavori della Torino-Lione. Dopo due ore di vertice a Palazzo Chigi, presenti  il sottosegretario Gianni Letta, il Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, il presidente dell'Osservatorio Mario Virano  il presidente della regione Roberto Cota e quella della Provincia Antonio Saitta, e il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino arriva il semaforo verde.

"Finalmente si parte, a maggio, giugno deve partire il cantiere, è la tempistica per avere i fondi europei". Lo ha detto il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, al termine del tavolo a Palazzo Chigi sulla Tav, Torino-Lione. I fondi europei sono di 671 milioni di euro. La Tav, ha spiegato Cota, "partirà con il tunnel geognostico della Maddalena (é la prima fase esplorativa, ndr). E' un fatto concreto, sono stati superati gli ultimi ostacoli".

Non ci saranno ulteriori ostacoli secondo il governatore leghista. "Si va avanti - ha spiegato Cota - non ci sono più passaggi che possano ritardare l'opera". Oggi, ha aggiunto, "é stato deciso il reperimento di 20 milioni di euro per l'acquisto di nuovi treni per l'area di Torino a cui si aggiungono 16 milioni che la Regione deve reperire dal contratto di servizio e dallo sblocco dei fondi Fas per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle stazioni sulla linea Torino-Bardonecchia".

E' stato negoziato con Rfi, ha proseguito Cota, un intervento "che vale 850mila euro" per il restyling di 7 stazioni. La Regione Piemonte, ha rilevato ancora il presidente Cota, "é all'avanguardia perché ha approvato una legge sulle grandi opere che prevede il coinvolgimento delle comunità e delle aziende locali per la realizzazione dei cantieri e del lavoro per la Tav". Quanto alla presenza di alcuni sindaci della Val di Susa, con la fascia tricolore, contrari all'opera e rimasti fuori da palazzo Chigi perché non invitati al tavolo, Cota ha osservato che "si erano autoesclusi da vari tavoli istituzionali e poi ad un tavolo non si riesce a far sedere tutti".


E' in programma, teroricamente, nel 2013 l'inizio dei lavori per il tunnel di base che collega Italia e Francia e per il nodo di Torino. La Valle Susa sarà invece interessata al progetto solo dal 2023. No Tav permettendo. I sindaci valsusini esclusi dall'incontro di oggi non si arrenderanno. La Tav non è indispensabile, sono in tanti a pensarlo. Carla Mattioli, primo cittadino di Avigliana: "E' stato detto che non ci soldi per tutta l'opera e che si andrà avanti a tappe. La linea ferroviaria storica non è satura e sull'autostrada del Frejus c'è una riduzione di traffico".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tav, tra un mese il primo cantiere. Ma in Valsusa lavori solo dal 2023

TorinoToday è in caricamento