Giovedì, 28 Ottobre 2021
Politica

Legaliazzazione Cannabis, proposta: "Coltiviamola all'Istituto Bonafus"

Legalizzare la Cannabis per uso terapeutico e coltivarla, in modo controllato, all'Istituto Bonafus. Questa la proposta dei consiglieri Grimaldi e Viale

“Facciamo diventare l’Istituto Bonafous un centro sperimentale per la coltivazione della canapa a scopo farmaceutico”. Queste le parole pronunciate dal consigliere Marco Grimaldi che, ieri insieme all'alleato Silvio Viale, ha presentato in Commissione ambiente, il progetto relativo alla legalizzazione della Cannabis. Non per uso personale, no. I fini della legalizzazione sono terapeutici, sì, perchè solo a Torino sarebbero almeno 30 i malati ai quali sono già stati prescritti farmaci a base di cannabinoidi.

L'Istituto Bonafus, situato in collina, è la "fattoria" della città: è da lì che arrivano tutti i fiori che colorano le aiuole, le rotonde ed i marciapiedi. Ed è sempre dall'Istituto Bonafus che si produce il cosiddetto "vino del sindaco", nettare proveniente dalle vigne coltivate dalla Facoltà di Agraria. Il posto ideale, secondo Grimaldi e Viale per questo progetto. "Potrebbe diventare il luogo  -  afferma Grimaldi  -  per una sperimentazione controllata in collaborazione con il sistema sanitario e l'Università".

Tante le polemiche e le ostilità, anche se il progetto per l'uso terapeutico di cannabinoidi è già stato approvato a larga maggioranza lo scorso 14 gennaio. Tra i favorevoli anche il Movimento Cinque Stelle, che non ha mai nascosto il suo appoggio alla questione: "Il proibizionismo, in questo caso, non serve - ci racconta il capogruppo M5S Vittorio Bertola - E sicuramente l'istituto Bonafus è un'ottima idea. Essendo un'organizzazione pubblica, è sicuramente più controllabile". Il problema è che, non essendoci in Italia una produzione effettiva di farmaci a base di Cannabis, chi ne ha bisogno va a cercarli all'estero, soprattutto in Olanda ed, in questo modo, i costi d'importazione salgono.

Polemiche e costumi culturali a parte, il progetto ha bisogno di una mano, soprattutto da parte delle istituzioni "Abbiamo bisogno di una legge regionale, dell’interessamento dell’Asl e della disponibilità magari dell’Università degli Studi di Torino di avviare protocolli medici e scientifici per la produzione per finalità terapeutiche - afferma Grimaldi - Sono molti i malati che aspettano risposte".


 

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