"Due uomini non fanno una madre", comparsi i manifesti choc contro le coppie gay con figli

Appendino: ”Continuerò le trascrizioni all’anagrafe”

Si sono visti anche a Torino i manifesti “choc” di Pro Vita Onlus e Generazione Famiglia contro la gestazione per altri. Una campagna che si oppone con fermezza all’utero in affitto e che sui cartelloni, diffusi anche a Roma e Milano, tuona: “Due uomini non fanno una madre”, proponendo un’immagine simbolica forte. Sul manifesto infatti si vedono due uomini che spingono un carrello della spesa con dentro un bambino in lacrime, a voler sottolineare che “i bambini non si comprano “.

Secondo Pro Vita le donne, nell’ambito di questa pratica, non scelgono liberamente cosa fare del proprio corpo, “sono schiave e ignare dei rischi per la salute a cui si sottopongono”. E la sindaca Chiara Appendino, che recentemente a Torino, ha reso possibile l’iscrizione all’anagrafe dei figli delle coppie omosessuali nati all’estero, è stata chiamata in causa e non ha tardato a rispondere sui social:

“Ma due persone che si amano fanno una famiglia. Continuerò le trascrizioni e non smetterò di dare la possibilità a questo amore di realizzarsi”. 

Anche Monica Cerutti, assessora regionale ai Diritti civili, ha risposto allo slogan “Due padri non fanno una madre. Stop utero in affitto” comparso a Torino: “Troviamo questa campagna dei Pro Vita antistorica. – ha affermato - Nella realtà di tutti i giorni non c’è una sola famiglia ma tante di diverso tipo. Questo continuiamo a sostenere anche attraverso le nostre politiche. Il riconoscimento delle famiglie con due padri o due madri non toglie nulla alle famiglie tradizionali. Tutti hanno il diritto di essere felici”.

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