Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

Camera di Commercio: "Attrarre imprese per rilanciare l'economia torinese"

La Camera di commercio e l’Unione Industriale di Torino avviano un’indagine per capire come invertire questa tendenza e per cercare proposte concrete, nell’intento di contribuire a rilanciare l’economia locale

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

Per molti decenni Torino è stata una delle sedi italiane preferite dagli investitori, ma in questi ultimi anni la sua attrattività, come quella dell’Italia, è progressivamente calata: molte imprese, estere e italiane, hanno scelto di varcare i confini regionali e nazionali per rilocalizzarsi in altri Paesi, allettate da incentivi e facilitazioni.

La Camera di commercio e l’Unione Industriale di Torino avviano un’indagine per capire come invertire questa tendenza e per cercare proposte concrete, nell’intento di contribuire a rilanciare l’economia locale e creare nuovi posti di lavoro.

“Vogliamo far emergere i fattori che possono rappresentare una leva significativa per le strategie di attrazione di investimenti esteri nel nostro territorio - commenta Alessandro Barberis, Presidente dell’ente camerale - Si tratta di un impegno che la Camera di commercio di Torino porta avanti ormai da anni con studi e mappature e che ora, grazie anche alla collaborazione dell’Unione Industriale, si arricchisce di una preziosa attività di benchmarking con realtà a noi vicine e di un’analisi storica delle presenze straniere dal dopoguerra ad oggi.”

Per il Presidente dell’Unione Industriale Gianfranco Carbonato, “Torino sta pagando forse più di altre aree gli effetti della crisi, ma non per questo ha smarrito o ridimensionato i suoi fattori di eccellenza che stanno nella capacità del “fare”, nella presenza di un tessuto produttivo altamente qualificato, nella qualità della sua manodopera e nella capacità di lavorare insieme per produrre ricerca e innovazione”. Secondo Carbonato “tutti questi fattori vanno rilanciati e rinvigoriti, per tornare ad essere dei veri fattori attrattivi. L’indagine che abbiamo avviato ha proprio questo obbiettivo: guardare al passato per trovare nuovi stimoli per il futuro”.

Per la realizzazione dell’indagine ci si avvarrà anche della collaborazione del Centro Estero per l’Internazionalizzazione (Ceipiemonte), organismo regionale dedicato allo sviluppo del territorio su scala internazionale, che gestisce anche iniziative e servizi orientati ad attrarre investimenti in Piemonte, assistendo non solo le imprese estere interessate a insediarsi in Piemonte ma anche quelle già presenti che intendono sviluppare le proprie attività.

“Le relazioni delle multinazionali estere con il sistema locale di fornitura e di R&S costituiscono una chiave di sviluppo determinante per il loro radicamento e per l’attrazione di nuovi investimenti – sottolinea Giuseppe Donato, Presidente di Ceipiemonte - Non a caso da alcuni anni, su incarico della Camera di commercio di Torino, e quest’anno anche di Unioncamere Piemonte, gestiamo il Progetto Observer una banca dati dinamico-evolutiva che monitora la presenza multinazionale sul territorio, che potrà costituire un buon punto di partenza per questa ulteriore analisi. Nel contempo occorre che il governo intervenga sulle cause di bassa competitività che rendono titubanti gli investitori esteri, al punto che negli ultimi anni il flusso di investimenti verso l'Italia é stato pari a un terzo rispetto a Inghilterra e Germania e la metà rispetto a Francia e Spagna. Tra esse, ad esempio: la scarsa certezza del diritto e durata eccessiva dei procedimenti, il carico fiscale elevato”.

L’indagine, i cui risultati sono previsti per la fine dell’anno, è articolata in cinque parti.

1) Analisi storica della presenza di imprese estere in provincia di Torino dal secondo dopoguerra ad oggi. L’evoluzione delle presenze estere sarà confrontata con gli avvenimenti economici e con i mutamenti strutturali che hanno caratterizzato l’economia torinese nello stesso arco di tempo, per mettere in risalto le relazioni di causa-effetto nell’andamento dei due processi.

L’indagine sarà arricchita da interviste per approfondire alcuni casi significativi sia di insediamenti “storici” ancora presenti sul territorio, per comprendere le ragioni della loro permanenza, sia di aziende che hanno chiuso i loro siti produttivi o di servizi, per capire le motivazioni del loro distacco.

2) Analisi del grado di soddisfazione delle multinazionali presenti nel territorio torinese: si farà particolare riferimento alla qualità dei servizi offerti e al loro grado di integrazione con il sistema economico locale, dalla subfornitura al potenziale innovativo alle relazioni con le istituzioni.

3) Analisi dell’attrattività di Torino comparata con quella delle altre maggiori città italiane ed europee, per individuare le peculiarità positive e negative della realtà torinese.

4) Analisi delle politiche di attrazione degli investimenti esteri dei paesi confinanti o comunque vicini, in particolare Francia, Svizzera, Austria e Slovenia, arricchita dall’analisi sulle motivazioni che negli ultimi anni hanno indotto imprese italiane e piemontesi a investire al di là delle Alpi.

5) Individuazione di alcune possibili linee di intervento finalizzate a migliorare l’attrattività di Torino nei confronti delle imprese estere.

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