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Lavoro, la Regione lancia i voucher per ricollocare 20mila persone

Saranno tre i tipi di voucher rivolti ai lavoratori, a seconda dei mesi di disoccupazione e della loro condizione sociale

E’ già attivo da dicembre il Buono servizi al lavoro, la nuova strategia messa a punto dalla Regione Piemonte per favorire la ricollocazione professionale dei lavoratori. E si stima che nei prossimi tre anni, potranno essere 20mila le persone coinvolte. Si tratta di un insieme di servizi, spendibili presso la rete dei servizi pubblici e privati per l’impiego, che hanno lo scopo di accompagnare chi è disoccupato da meno o da almeno sei mesi oppure si trova in condizioni di particolare svantaggio nella ricerca attiva di un’occupazione.

La misura è finanziata con risorse provenienti dal Fondo sociale europeo per un importo complessivo di 62,8 milioni di euro sul bilancio pluriennale 2016-2018 e si attua per mezzo di una serie di bandi di durata annuale, che consentono, in particolare nei casi in cui sono coinvolti gli operatori privati accreditati, di valutarne i risultati e prevedere meccanismi premianti. 

 “Si tratta di una sperimentazione ancora piccola nei numeri - ha spiegato l'assessora al Lavoro della Regione, Gianna Pentenero - , ma utile a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, valorizzando la capacità di attivazione delle persone e la collaborazione tra i servizi, pubblici e privati, per l’impiego. Inoltre, il fatto che gli operatori siano valutati e remunerati prevalentemente in base ai risultati raggiunti, incentiverà l’adozione di comportamenti virtuosi da parte di chi eroga i servizi”.

E nel dettaglio, saranno tre i tipi di buono che si rivolgeranno ai lavoratori. Il primo è per chi è disoccupato da meno di sei mesi e consentirà di accedere a otto tipi diversi di laboratori, gestiti dai Centri per l'impiego del Piemonte. Un altro si rivolgerà a chi è senza lavoro da oltre sei mesi e ad occuparsene saranno le agenzie di collocamento private che dalla Regione riceveranno incentivi per gli obiettivi raggiunti. Il terzo infine è riservato a chi è disoccupato e presenta anche condizioni sociali di disagio particolari. 

“In questa fase - ha aggiunti Claudio Spadon, direttore dell’Agenzia Piemonte Lavoro - si parte con otto laboratori di politica attiva che i Centri per l’impiego piemontesi, coordinati dall’Agenzia Piemonte Lavoro, mettono a disposizione delle persone disoccupate da meno di sei mesi per rafforzare le loro competenze e migliorarne la ricerca attiva di lavoro". 

E molteplici sono i temi dei laboratori, dalla presentazione del mercato del lavoro in Piemonte e in Italia, alle professioni emergenti, alla navigazione tra i canali di ricerca di lavoro e social, a lavorare in Europa con la rete Eures, a come presentarsi a un colloquio di lavoro, ai contratti di lavoro, alle conoscenze utili per la mobilità europea. 

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