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Il Consiglio boccia il ricorso, Cota accusa: "La democrazia è morta"

Questo è un affronto ai piemontesi ed è un affronto ai principi basilari della democrazia. Si tratta dell’ultimo tassello di un disegno ben preciso della sinistra

L'ormai ex Governatore della Regione Piemonte Roberto Cota parla di "morte della democrazia". E' stato un duro colpo per lui quanto sentenziato dal Consiglio di Stato. La fine di un governo iniziato quasi quattro anni fa con una vittoria elettorale insperata all'inizio, ma diventata sempre più realtà giorno dopo giorno. Fino all'ufficialità della sconfitta di Mercedes Bresso.

Poi c'è stata la questione delle firme false di una delle liste. I 27 mila voti presi dai "Pensionati per Cota" di Michele Giovine, a fronte di un distacco di sole 9 mila preferenze tra i due candidati, sono risultati decisivi per la vittoria, dunque il Tar prima e il Consiglio di Stato poi hanno deciso che le elezioni non sono valide.

"Si vuole interrompere il lavoro di una Giunta che in questi quattro anni ha rimesso in piedi e risanato il Piemonte - dice ora affranto e arrabbiato Cota -. Questo è un affronto ai piemontesi, che hanno espresso il loro voto chiaramente, ed è un affronto ai principi basilari della democrazia. Un sistema che fa questo dopo quattro anni, quando non è mai stato in discussione il risultato delle elezioni, non è credibile".

Colui che fino a poche ore fa era il numero uno della Regione Piemonte lancia accuse pesanti e dice che quel che è successo è "l’ultimo tassello di un disegno ben preciso della sinistra che vuole a tutti i costi il Piemonte, pur avendo perso le elezioni".

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