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Tav, Movimento 5 Stelle: "Grillo indagato? La sua è disobbedienza civile"

"L'ingresso di Grillo nel presidio sequestrato, così come la costruzione dello stesso, sono atti politici di disobbedienza civile e pacifica verso la costruzione del Tav Torino-Lione"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

Il MoVimento 5 Stelle di Torino e del Piemonte apprende senza sorpresa dell'iscrizione di Beppe Grillo nel registro degli indagati per le manifestazioni No Tav.

L'ingresso di Grillo nel presidio sequestrato, così come la costruzione dello stesso, sono atti politici di disobbedienza civile e pacifica verso la costruzione del Tav Torino-Lione. La magistratura è tenuta a indagare se l'ingresso, avvenuto peraltro in assenza di sigilli, costituisca o meno reato.

E' comunque immediato notare come la magistratura abbia per ora indagato soltanto alcune delle migliaia di persone che hanno partecipato a queste manifestazioni, scegliendole tra quelle più politicamente in vista.

Riteniamo che questo non corrisponda al principio di uguaglianza davanti alla legge; offriamo dunque la nostra solidarietà ad Alberto Perino e agli amministratori locali oggetto di indagine.

Inevitabilmente, la concomitanza di queste decisioni della magistratura con i toni esagitati del fronte favorevole al Tav, e con la conferma di come la ndrangheta del cemento influenzi pesantemente la politica torinese, costituisce un ulteriore elemento di tensione. I politici e i mezzi di informazione Sì Tav che hanno rilasciato dichiarazioni violente, invocando l'uso della forza e minacciando i sindaci contrari al progetto, dovrebbero assumere atteggiamenti più responsabili. Alla politica piemontese si chiede una analisi tecnico-economica più approfondita dell'opera.

Cogliamo l'occasione per chiedere alla magistratura di fare chiarezza anche su chi abbia inviato i proiettili all'onorevole Esposito, nonché al sindaco Chiamparino nel 2010 e al sindaco Corgiat nel 2009, perché a episodi così destabilizzanti deve seguire il massimo impegno della magistratura per giungere prontamente alla verità, senza lasciare spazio alle strumentalizzazioni, peraltro avvenute in abbondanza.

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