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"Non potete cantare Bella Ciao", è polemica a Carmagnola

A Carmagnola il sindaco Gianluigi Surra (Pdl) aveva ufficialmente disposto che non si cantasse il 25 aprile la canzone simbolo della Resistenza. Ma un folto gruppo di persone l'ha intonata ugualmente

Un 25 aprile senza "Bella Ciao" non è un vero 25 aprile. Devono averlo pensato gli abitanti di Carmagnola, che nonostante il divieto del sindaco di centrodestra, hanno intonato al termine della manifestazione  di lunedì il canto popolare ottocentesco, d'origine emiliano-romagnola, diventato celeberrimo durante la Resistenza.

E' successo a Carmagnola, paese di 25.000 abitanti non distante da Torino, dove il sindaco di centrodestra Gianluigi Surra (Pdl) aveva ufficialmente disposto che non si cantasse il 25 aprile alla cerimonia ufficiale nella centrale piazza Sant'Agostino la celebre canzone simbolo della Resistenza.

Al termine della cerimonia un nutrito gruppo di persone ha intonato la canzone cantandola fino alla fine. Il fatto farà discutere durante queste ultime settimane di campagna elettorale per le amministrative di maggio. In corsa, tra gli altri, il candidato del centrosinistra Silvia Testa (Pd), medico anestesista e due del centrodestra, l'attuale vicesindaco Alessandro Salamone (Pdl) e Massimiliano Pampaloni sostenuto da Lega, Fli e Democrazia Cristiana.

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