Domenica, 26 Settembre 2021
Politica

Peculato e truffa, avvisi di garanzia per 52 consiglieri regionali su 60

La Guardia di Finanza da questa mattina sta notificando gli avvisi di garanzia nell'ambito dell'inchiesta sull'uso dei fondi pubblici

TORINO - Prosegue l'inchiesta sull'uso indebito dei rimborsi regionali ai gruppi consiliari. Oggi si entra in una fase che segna una piccola svolta: la Guardia di Finanza infatti da questa mattina sta consegnando gli avvisi di garanzia. Il dato preoccupante è il numero dei consiglieri coinvolti. Secondi quanto detto dal procuratore Gian Carlo Caselli, sarebbero 52 su 60.

Le accuse sarebbero quelle di peculato, finanziamento illecito dei partiti e truffa. L'inchiesta portata avanti dalla Procura di Torino è coordinata dal procuratore aggiunto Andrea Beconi e condotta dai sostituti procuratore Giancarlo Avenati Bassi e Enrica Gabetta.

ANCHE COTA TRA GLI INDAGATI
Tra le persone indagate figura anche il Governatore della Regione Piemonte Roberto Cota. Gli sarebbe stato consegnato l'avviso di garanzia per alcune spese riguardanti il periodo in cui era consigliere regionale: "Ho sempre sostenuto in proprio la maggior parte delle spese per lo svolgimento dell'attività politica - ha detto l'interessato - e ho utilizzato risorse del Gruppo Regionale per importi irrisori e nel rispetto di prassi consolidate, riducendo al minimo ogni esborso di denaro pubblico". Lo stesso si è recato spontaneamente dai pm per chiarire la sua posizione. All'uscita, dopo essere stato velocemente ascoltato ha puntualizzato: "Non un euro è finito sul mio conto corrente e in questo senso la Procura non ha mosso contestazioni".

MOVIMENTO 5 STELLE
Fabrizio Biolè è uno dei 52 consiglieri regionali coinvolti nell'inchiesta della Procura di Torino. Oggi fa parte del Gruppo Misto, ma all'epoca dei fatti contestati era all'interno del Movimento 5 Stelle. Al vaglio della Procura ci sono settemila euro di rimborsi per trasporti, quindi biglietti del treno e benzina. Lui stesso ha spiegato, entrando nelle aule del Consiglio Regionele, la sua posizione al riguardo: "E' stato un errore contabile che risale al tempo in cui ero consigliere del Movimento 5 Stelle, quando me ne sono accorto all'inizio dello scorso gennaio ho restituito la somma al gruppo".

GLI INTERROGATORI
Quello di oggi è solo un punto di partenza e nei prossimi giorni tutti i consiglieri regionali a cui è stato notificato l'avviso di garanzia saranno convocati e ascoltati, così come successo qualche settimana fa con i consiglieri Eleonora Artesio (FdS) Andrea Stara (Insieme per Bresso), Michele Giovine (Pensionati per Cota) e Maurizio Lupi (Verdi Verdi).

Il primo gruppo da cui sono andate le Fiamme Gialle è l'Udc, a cui hanno fatto seguito Pdl, gruppo misto, Italia dei Valori e Pd. Subito dopo verranno raggiunti via via tutti i gruppi consiliari.

IL PROCURATORE CASELLI
Il procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli, ha evidenziato ai giornalisti che "vi sono differenze anche rilevanti fra le varie posizioni individuali, sia per la causale dei rimborsi, sia per l'ammontare complessivo dei medesimi". Ha poi aggiunto che una più precisa e completa definizione delle posizioni si potrà avere solo con lo sviluppo e la conclusione dell'inchiesta.

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