Diritto alla casa, Marrone: "Possibili case per 540 famiglie a costo zero"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

"In verità a Torino la sperimentazione dell'autorecupero di immobili pubblici in abbandono per contrastare l'emergenza abitativa c'è già, con l'esempio dato dal Comitato dei Senza Fissa Dimora torinesi, che, insieme all’associazione solidarista Soccorso Tricolore e ad altre famiglie sfrattate, ha completamente rimesso a nuovo e abitato il rudere olimpico di via Bizzozero dando vita all’OSA Lingotto. Ma l'apertura del centrosinistra PD e SEL in II Commissione del Consiglio Comunale di Torino per avviare una sperimentazione della mia proposta sull'autorecupero e' un passo importante, una piccola rivoluzione: ora ci aspettiamo che l'Assessore Passoni metta a disposizione almeno un primo immobile sperimentale" festeggia Maurizio Marrone, Capogruppo di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale in Regione Piemonte e in Comune di Torino, che spiega - La proposta di legge presentata in Regione Piemonte da Fratelli d’Italia offre finalmente ai Comuni e ad altri enti pubblici proprietari di patrimonio immobiliare inutilizzato e in stato di abbandono la cornice normativa per individuare associazioni di persone in emergenza abitativa e assegnare loro un immobile da riqualificare con il loro lavoro e da cedere infine in proprietà ai concessionari attraverso rate pari al canone delle case popolari.

E' una questione di volontà politica: al Dado di Settimo Torinese per i nomadi oppure alla Residenza temporanea Luoghi Comuni di Porta Palazzo per il business dei consorzi cooperativi non si sono posti problemi di fondi o certificazioni tecniche, perché dovrebbero essercene per gli Italiani rimasti senza una casa?

Abbiamo calcolato che tra le ottocento case ATC vuote ben 400 sono bloccate in attesa di assegnazione perché necessitano di lavori di ristrutturazione o manutenzione, mentre da un censimento dei soli immobili residenziali o destinati a servizi di proprietà del Comune di Torino e lasciati in stato di abbandono risulta che si potrebbero ricavare oltre 140 case per altrettanti nuclei familiari: dalla ex sede della Polizia Municipale di via Giolitti, alla Cavallerizza Reale, al basso fabbricato di via Baltimora, all’ex Anagrafe canina, agli immobili municipali di corso Umbria e via Pinelli, alla ex Depositeria comunale, all’ex Delta house, all’edificio di via Pozzo, alle Cascine Bellacomba e Mirafiori, alla ex scuola Ambrosiani, alla palazzina di strada Basse di Stura, alla ex bocciofila 2 pini, alla ex Ca’ Neira, al complesso di via Borgoticino, di Villa Capriglio, alla ex scuola di strada Mongreno ecc.

All’OSA Lingotto gli occupanti hanno fatto miracoli insieme ai volontari di Soccorso Tricolore, recuperando un rudere olimpico dalle sue macerie, ripristinando gli impianti idraulico ed elettrico devastati, installando cucine elettriche e boiler: dopo mesi di duro lavoro la struttura ospita decine di persone tra anziani, disabili e famiglie con bambini che avevano perso la casa, uno sportello sociale, una colonia felina e una palestra di quartiere.

La Città ci ha guadagnato, ha interesse a regolarizzare, promuovere e sostenere l’autorecupero".

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