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Domenica, 25 Febbraio 2024
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Torino, il Comune approva l'aumento dell'Irpef. Lo Russo: "Mi scuso, ma porterà benefici"

Poi punzecchia Appendino: "Costiamo il 40% rispetto a chi c'era prima"

Il consiglio comunale di Torino ha approvato la delibera di Giunta che consentirà l'accesso per la città al fondo per i Comuni in difficoltà. In vent'anni dal Governo verrà destinato all'amministrazione comunale torinese circa un miliardo di euro che dovranno concorrere al risanamento del debito delle casse comunali.  

Via libera dunque all'aumento dell'Irpef che è uno dei quattro impegni che il Comune di Torino dovrà rispettare per beneficiare dei fondi statali. Gli altri ambiti sono: recupero dell'evasione; valorizzazione e riorganizzazione del Comune che possa ottimizzare l'efficienza dei servizi andando nell'ottica del risparmio. 

Per quanto riguarda l'aumento dell'Irpef variano rispetto a quanto annunciato nei giorni scorsi le aliquote. A renderlo noto l'assessora al Bilancio del Comune, Gabriella Nardelli, durante la seduta odierna, lunedì 14 febbraio, del consiglio comunale: "L'aumento dell'aliquota Irpef sarà più basso di quanto previsto inizialmente per le fasce di reddito fra i 28 mila e i 50 mila euro". L'assessora ha spiegato che l'aliquota per i redditi superiori a 28 mila euro e fino a 50 mila euro sarà dello 0,10%, e non come anticipato nei giorni scorsi dello 0,15%; per quanto riguarda i redditi superiori ai 50 mila euro sarà dello 0,25%. 

"Chiedo scusa ai torinesi che verranno toccati da questa manovra, parliamo del 28% dei contribuenti e andrà a intaccare in maniera significativa i redditi sopra i 100.000 euro. Parliamo di 12.000 contribuenti pari al 2%. A loro chiedo scusa", ha detto in aula il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. 

In aula poi il sindaco ha spiegato che si tratta di un provvedimento che nasce anche su spinta della relazione della sezione regionale della Corte dei Conti che ventilava il pre dissesto finanziario con conseguente riduzione delle spese del personale con l'eliminazione del salario accessorio; aumento delle aliquote di tutti i tributi locali; riduzione di spesa per acquisto di beni e servizi del 10%; la riduzione della spesa per il trasferimento del 25%.  

"A me non fa piacere aumentare le tasse, ma il problema è che alla luce della pronuncia della Corte dei Conti e del dissesto finanziario non avevo alcuna alternativa", ha aggiunto Lo Russo che poi ha lanciato una stoccata al grillino Russi che nel suo intervento aveva messo in evidenza il costo delle assunzioni effettuate per gli staff del nuovo governo regionale , "La mia amministrazione costa il 40% di quella precedente e mi fermo qui". 

"Avremmo potuto dismettere le partecipate e non aumentare l'Irpef? Sì, avremmo potuto, ma per scelta politica non lo abbiamo fatto. Ci siamo candiati per dare un futuro a questa città e metterla nelle condizioni di ripartire. Questo provvedimento è grande perché fa un'operazione che non accadeva da decenni: un fondo perduto a sostegno di questa amministrazione", ha concluso Lo Russo. 

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