Altri migranti in arrivo in Piemonte, Cirio: "Il Governo ci ha presi in giro: la situazione non è più accettabile"

Il presidente protesta con forza contro la ricollocazione decisa da Roma

Cirio in sopralluogo al Centro di accoglienza di Castello d'Annone

Continuano ad arrivare migranti in Piemonte ma la Regione dice basta.  Dopo la notizia dell'arrivo di altri 76 immigrati, tutti di nazionalità tunisina, da poco sbarcati sulle coste siciliane, il governatore Alberto Cirio protesta con forza per la decisione da Roma del loro ricollocamento. Metà di loro saranno sistemati al centro Fenoglio di Settimo Torinese, l'altra metà al Centro di Accoglienza Profughi di Castello d'Annone nell'Astigiano, dove proprio ieri il presidente era impegnato in un sopralluogo insieme a forze dell'ordine, prefetto e questore di Asti. L'impegno del Viminale, non tanti giorni fa, era stato quello di sospendere gli invii in Piemonte e invece "la Regione - ha spiegato Cirio - ha appreso dei nuovi arrivi da una agenzia stampa. Un fatto di una gravità assoluta". 

I migranti in arrivo in Piemonte avranno già fatto il tampone ma la Regione Piemonte lo ripeterà una seconda volta, non appena giunti sul territorio, per una maggior verifica delle condizioni di sicurezza sanitaria. Le forze dell'ordine, che saranno rinforzate di altre 30 unità - provenienti anche della Guardia di Finanza -  hanno inoltre predisposto un controllo accurato delle strutture per evitare la possibilità concreta che si verifichino da parte degli immigrati, tentativi di fuga. L'arrivo dei 76 migranti terrà impegnate inoltre almeno 14 persone della Croce Rossa, che si alterneranno per coprire i turni. 

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"Questa situazione però, non è più accettabile - ha sbottato Cirio - . Sarebbe meglio predisporre un sistema efficace di chiusura dei porti, piuttosto che scaricare sulle Regioni le conseguenze di questi arrivi ormai incontrollati. La Regione ha la responsabilità del sistema sanitario piemontese che sta già gestendo migliaia di rientri dalle ferie e deve affrontare l’inizio della scuola. Il Piemonte non può farsi carico di problemi in più. Chiederò alla Conferenza delle Regioni di affrontare il tema con urgenza a livello nazionale".

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