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Approvato il nuovo Piano Ittico regionale, sciolto il “nodo” della trota fario

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la proposta di deliberazione per l’adozione del nuovo Piano regionale per la tutela e la conservazione degli ambienti e della fauna acquatica e dell’esercizio della pesca

Dopo diversi arenamenti e la discussione di un centinaio di emendamenti, è stato approvato il nuovo Piano Ittico regionale. Su un punto in particolare i consiglieri si sono bloccati più volte: la trota fario è autoctona o alloctona? Un nodo cruciale per capire se il pesce d’acqua dolce può essere immesso o meno nelle acque fluviali piemontesi. Dopo che è stato fatto anche un tavolo composto da esperti, professori universitari, pescatori e ambientalisti è stato deciso che la trota fario non è originaria dei laghi piemontesi, ciononostante è stata introdotta nelle gare di livello locale ed è stata data la possibilità di praticare la pesca nelle riserve anche in inverno. “Peccato però che nello stesso Piano si evinca come non vi sia alcuna certezza sulla sua vera natura - ribatte dopo l’approvazione Gian Luca Vignale, consigliere di Forza Italia -. Insomma non c’è alcun elemento oggettivo per prevedere che negli allevamenti possa essere introdotta questa specie senza pericolo di ibridazioni”.

Polemiche a parte, il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la proposta di deliberazione per l’adozione del nuovo Piano regionale per la tutela e la conservazione degli ambienti e della fauna acquatica e dell’esercizio della pesca. Il documento, come fatto rilevare dall’assessore Giorgio Ferrero, si propone soprattutto di garantire la  salvaguardia degli ambienti acquatici e della fauna autoctona nel rispetto dell’equilibrio biologico e della conservazione della biodiversità, di provvedere alla tutela e, ove necessario, al ripristino degli ecosistemi acquatici.

All’interno del Piano Ittico sono contemplate la gestione delle zone di protezione, turistiche, per attività agonistiche e promozionali, chiuse e a regolamentazione particolare.

Come detto, l’approvazione è arrivata grazie ai voti della maggioranza dei consiglieri, alcuni dei quali hanno ribadito come la revisione, attesa dal 2006, sia stata dettata dalla volontà di migliorare la gestione ittica in Piemonte. Contrari al provvedimento che entrerà in vigore solo a gennaio 2017 invece, oltre a Forza Italia, anche il Movimento 5 Stelle.
 

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