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Anpi, congresso da giovedì: "Non si torna indietro da Unità d'Italia e Resistenza"

Dal 24 marzo a Torino il quindicesimo congresso dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia. Saranno due i protagonisti: le donne e i giovani sotto i trent'anni

L'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) continua a tramandare da decenni i principi che stanno alla base della Repubblica Italiana nata dalla liberazione dal nazifascismo.  Non si deve tornare indietro dal 25 aprile,  "da quella straordinaria primavera di liberazione grazie alla quale il Paese ha potuto conquistare la democrazia. Non si torna indietro dall'Unità d'Italia, spezzata dal nazifascismo e ricostituitasi grazie alla Resistenza".

Questi i principi che i partigiani diffondono dal 1944, quando l'Anpi è stata costituita a Roma. Principi che saranno ribaditi anche al quindicesimo congresso, inserito nel programma per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia.

Saranno due i protagonisti del nuovo congresso che prende il via il 24 marzo: le donne (un terzo dei delegati e presidenti di una quarantina dei 110 comitati provinciali ) e i giovani sotto i trent'anni (una percentuale importante delle nuove adesioni) che negli ultimi anni hanno inaugurato una nuova, e per certi versi inaspettata, stagione dell'associazione.  

Come si spiega il rinnovato interesse per il messaggio della Resistenza? "I partigiani non muoiono - spiega Marisa Ombra, che aprirà il consesso torinese - loro saranno la nuova Anpi: stiamo cercando di avvicinare i giovani a diventare la nuova classe dirigente dell'associazione". I nuovi partigiani - è il messaggio del congresso - sono "le donne, gli studenti, tutti quegli italiani di Costituzione che con generosità, passione, entusiasmo stanno opponendo un muro ai detrattori dei diritti e del vivere civile".

"Siamo soddisfatti - dice Diego Novelli, del comitato provinciale Anpi di Torino - dell'inserimento nelle celebrazioni per l'Unità. C'é un filo che unisce Risorgimento e Resistenza - osserva - ci sono delle peculiarità che ricorrono". Ma poi osserva che delle differenza ci sono: "nel primo hanno partecipato le classi medio alte. Nella Resistenza non si sono viste. C'erano i giovani e il popolo".

Il congresso inizia giovedì con gli interventi tra gli altri del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, del segretario della Cgil, Susanna Camusso, e la prolusione del presidente emerito della Consulta Gustavo Zagrebelsky. Poi le giornate di nomine associative e di dibattito cui parteciperanno i 316 delegati eletti nei congressi provinciali.

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