Sgombero ex Moi, il Comune cerca casa per i profughi

A breve verranno liberati i primi appartamenti

Le palazzine dell'ex villaggio olimpico

I progetti di accompagnamento dei profughi sono stati inseriti nel contesto delle azioni per contrastare l’emergenza abitativa. Il Comune cerca infatti case non solo per le famiglie in difficoltà ma anche per sistemare i profughi e richiedenti asilo che verranno presto sgomberati dall'ex Moi. Sono circa mille le persone che da anni occupano abusivamente i locali di ciò che rimane del villaggio olimpico di via Giordano Bruno e presto, forse già dalla fine dell'estate, molti di loro necessiteranno di un'altra sistemazione.

Sgombero imminente 

Lo sgombero, che avverrà in un'ottica di inserimento anche lavorativo - per una cinquantina di persone sono già pronti alcuni contratti - sarebbe dovuto iniziare in primavera ma si sono accumulati gli inevitabili ritardi, anche a causa del censimento su base volontaria degli occupanti gli spazi del Moi. A fine giugno i dati parlano di 710 uomini e 40 donne.

Al momento è in atto una ricognizione da parte del Comune, sul mercato privato e tra gli immobili della direzione Patrimonio, per trovare "servizi di accoglienza residenziale e di accompagnamento sociale per un massimo di 167 persone, singoli o nuclei familiari". Per sistemare le 167 persone in questione, nominate nella delibera firmata dall’assessora al Welfare Sonia Schellino, la Città di Torino ha in tasca 500 mila euro, per l'emergenza ex Moi,  stanziati dal ministero degli Interni, oltre ai 100 mila euro provenienti dal bilancio comunale.  

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