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Airbnb, da maggio il Comune riscuoterà la tassa di soggiorno

Un tipo di turismo, quello extralberghiero, che nel 2017 è incrementato del 30%

A partire da maggio i turisti che per pernottare a Torino utilizzeranno le strutture di Airbnb, dovranno pagare la tassa di soggiorno. Via libera questa mattina dalla Giunta comunale - su proposta dell’assessore al Bilancio e ai Tributi, Sergio Rolando – a un accordo tra la Città di Torino e la società Airbnb Ireland. Operatore che in campo turistico, tramite la propria piattaforma web, offre la possibilità di pubblicare, trovare e prenotare camere e appartamenti in tutto il mondo. In Piemonte, nel 2017, solo per Airbnb, c'è stato un incremento del 30% con 144mila pernottamenti: un settore, quello extralberghiero che piace soprattutto ai turisti stranieri, in particolar modo ai francesi. 

Pagamento tramite il portale web

L’intesa raggiunta consentirà, a partire dal mese di maggio, di formalizzare le procedure di applicazione, riscossione e versamento dell’imposta di soggiorno dovuta alla Città di Torino, dagli ospiti delle strutture residenziali affittate tramite il portale della community Airbnb. Il regolamento sull’imposta di soggiorno, modificato e approvato dalla Sala Rossa lo scorso febbraio, prevede infatti, come stabilito dalla legge regionale, che le società d’intermediazione per l’affitto - di breve periodo e per lo più a fini turistici - di immobili mediante portali telematici debbano provvedere, se incassano il canone di locazione, alla riscossione e al versamento dell’imposta di soggiorno. Al momento l'amministrazione comunale, per la tassa di soggiorno, incassa più di 6 milioni di euro: con gli affitti Airbnb, gli introiti arriverebbero quasi a 10 milioni

Per questo motivo, nei prossimi mesi, dopo l’intesa con Airbnb saranno avviate interlocuzioni con altri gestori di siti web dedicati all’offerta di soluzioni abitative per turisti. A proposito di accoglienza, occorre ricordare che l’imposta di soggiorno deve essere pagata anche dai turisti che affittano camere o alloggi da privati cittadini, essendo ora questo tipo di locazione breve o turistiche equiparata a quella in strutture ricettive extra-alberghiere, anche i fini dell’imposta di soggiorno. 

Le tariffe

Per agevolare la riscossione e il versamento dell’imposta anche da parte di soggetti diversi dai gestori tradizionali è stata semplificata la regolamentazione, uniformando la tariffa all’importo di 2,30 euro al giorno per alberghi a 1 o 2 stelle e per tutte le strutture non alberghiere, ad eccezione di ostelli e campeggi dove si continua a pagare 1 euro al giorno. Gli altri alberghi e residenze turistico alberghiere mantengono invece la tariffa già in vigore: 2,80 euro per i 3 stelle, 3,70 euro per i 4 stelle, 5 euro per alberghi 5 stelle e 5 stelle lusso.

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