Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica Centro / Piazza Castello

Aborto, scoppia la polemica sulle associazioni pro vita nei consultori. Cirio: "Previsto dalla legge"

Tre associazioni accreditate dall'ASL Torino

"La mia posizione è quella della legge italiana che prevede, come è giusto che sia, che la libertà della donna venga garantita e che sia una scelta libera". A dirlo è Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte. Si riferisce alla polemica che nelle ultime ore è scoppiata attorno all'accreditamento di tre associazioni pro vita all'interno nei consultori torinesi. 

"Una scelta libera vuol dire che la persona possa essere messa di fronte a tante riflessioni. Quindi la presenza dei movimenti all'interno delle aziende e degli ospedali è previsto dalla legge italiana. Io rispetto la legge e la libertà delle persone", ha aggiunto il governatore piemontese. 

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Il primo a dare notizia dell'atto regionale che ha permesso alle associazioni pro vita di entrare nei consultori è stato Marco Grimaldi, consigliere regionale di Liberi Uguali Verdi, che ha spiegato che l'ASL di Torino ha autorizzato l'accreditamento di tre associazioni antiabortiste presso i Consultori. Le tre associazioni sono il Centro Aiuto alla Vita Mirafiori Nord Torino O.D.V., il Movimento per la Vita di Torino O.D.V. e l'associazione Promozione Vita O.D.V. In realtà le tre associazioni non dovrebbero essere fisicamente all'interno degli ospedali piemontesi, ma l'ASL dovrebbe limitarsi a indirizzare loro le persone che ne fanno richiesta. 

Il tutto per mezzo di un atto amministrativo promosso dall'assessore Maurizio Marrone. In totale in Piemonte le associazioni pro vita che hanno manifestato l'interesse di essere accreditate presso le aziende ospedaliere dovrebbero essere una trentina, tre di queste a Torino. 

"Pensare di far entrare nei consultori piemontesi associazioni che dichiarano che l'aborto è la prima causa di femminicidio è di per sé inconcepibile, ma che Marrone, diventato ormai da tempo assessore, dal ruolo che ricopre chiami il diritto alla libera scelta delle donne 'cultura della morte' è inammissibile. Bisogna avere ben chiaro che dietro i volti rassicuranti di Cirio e Damilano si cela questa destra e non ha nessuna remora a esprimere la sua identità più reazionaria, come ha fatto settimane fa davanti al Valdese in spregio al diritto di ogni donna di scegliere cosa sia meglio per sè", spiega Marco Grimaldi. 

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