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Torino, a caccia del piromane ci va il sovranista: così l'ex CasaPound prova a conquistare le periferie

Li hanno chiamati i residenti

Foto ufficio stampa Torino Tricolore

"Ci hanno chiesto di accompagnarli a fare un giro per vedere se il piromane era ancora in azione e lo abbiamo fatto". Così Matteo Rossino, ex leader di CasaPound e oggi alla guida dei sovranisti torinesi, spiega quel che è accaduto ieri pomeriggio - martedì 6 luglio - a Mirafiori

Quando Rossino e gli altri componenti di Torino Tricolore - così si chiama il gruppo sovranista torinese - sono arrivati in piazza Caio Mario, le carcasse delle 21 automobili date alle fiamme poche ore prima da un piromane erano ancora lì. "Ci hanno chiamato perché alcuni nostri componenti sono della zona", spiega Rossino che poi racconta di come alcuni residenti abbiano chiesto loro di accompagnarli in un giro di perlustrazione del quartiere in cerca del piromane. 

"È stato un giro per controllare che non stesse dando fuoco ad altre automobili", racconta Rossino. Una mobilitazione che ricorda tanto le 'ronde' di qualche anno fa, anche se non vuole essere questa l'intenzione. "Non c'è nulla di organizzato o di programmato, ma se i cittadini ci chiederanno aiuto daremo loro una mano", conclude il leader dei sovranisti torinesi. Per la cronaca il piromane che ha incendiato le auto in centro a Torino è stato arrestato nel pomeriggio di ieri, ma è da accertare che si tratti della stessa persona che ha dato fuoco alle auto a Mirafiori. 

Il problema sul piatto è quello della sicurezza in città. Secondo Rossino negli ultimi cinque anni l'amministrazione Appendino non avrebbe riposto la necessaria attenzione sul tema e il degrado si sarebbe allargato a macchia di leopardo in varie zone della città come Barriera di Milano, Mirafiori, ma anche Crocetta. 

"Ho parlato a lungo con i residenti di Mirafiori ai quali hanno bruciato le auto", spiega Rossino su facebook, "La cosa su cui tutti concordavano è che nonostante il loro non sia mai stato un quartiere tranquillissimo, negli ultimi anni la situazione è degenerata. Quindi mi chiedo: in questi cinque anni M5S e Pd dove sono stati? Li avete visti manifestare con voi per tutelarvi? Hanno ribaltato sedie nei vari consigli e commissioni per difendervi?".  

Anche a Torino dunque le questioni degrado e sicurezza sembrano essere in appalto alla politica dei sovranisti e non è un caso se alla porta dell'ex leader di CasaPound abbiano bussato Lega, Fratelli d'Italia e Italexit per offrirgli un posto in lista in vista delle prossime elezioni comunali. 

Da Italexit intanto fanno sapere: "Pur rispettando l'attività di chiunque abbia a cuore le periferie, Italexit e la sua dirigenza torinese non hanno mai "bussato alla porta" di nessuno per offrire posti in lista. La nostra presenza nelle periferie, da Barriera di Milano a Mirafiori, ce la siamo costruiti da soli con decine di militanti che abitano in questi quartieri e con varie iniziative contro il degrado negli ultimi mesi. Le nostre proposte in tema di sicurezza (come l'apertura di nuovi presidi delle forze dell'ordine nelle zone più a rischio e l'utilizzo prevalente della polizia municipale per il controllo del territorio) hanno trovato il favore di centinaia di torinesi che hanno sottoscritto le nostre raccolte firme. Non esiste quindi nessuna forma di "appalto" sui temi scomodi: Italexit ci ha sempre messo la faccia e continuerà a farlo".

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