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Immagine di repertorio

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Piemonte, l’assessore alla Sanità Luigi Icardi: “Riduciamo i ricoveri potenziando la medicina territoriale”

Spiegato il ruolo delle Usca di coordinamento

Ridurre i ricoveri e curare i malati di Covid il più possibile a domicilio. Questo quanto ribadito oggi dall’assessore alla Sanità Luigi Icardi nel corso dell’informativa in quarta Commissione: “Ogni Asl deve attivare la centrale Usca di coordinamento a livello aziendale garantendo uniformità di criteri di gestione dell’attività con un coordinatore Usca e un dirigente medico per ciascun distretto, con compiti di coordinamento locale e il supporto di personale amministrativo. Il potenziamento delle Usca prevede la presenza di almeno due medici per turno, infermieri domiciliari dedicati e formati per i sintomatici, infermieri, Oss e un assistente sociale in sede. Compito del coordinatore Usca aziendale è assicurare i rapporti con i medici di Medicina generale e i pediatri di libera scelta tramite il direttore di distretto, con i quali si programmano le attività. Assicura, tra l’altro, la fornitura di Dpi, dispone di test rapidi e monitora, raccoglie ed elabora i dati e, tramite l’Asl, deve essere dotata di auto di servizio, farmaci, concentratori di ossigeno ad alto flusso ove non disponibili le bombole, e strumenti di diagnostica”.

“Il protocollo per le cure domiciliari che abbiamo adottato non nasce oggi. Lo abbiamo sperimentato con esiti positivi nell’aprile scorso durante la prima fase della pandemia soprattutto nelle zone di Ovada e di Acqui, contribuendo a una sensibile riduzione della mortalità da Covid in quelle aree. Da allora è stato rielaborato, armonizzato e condiviso con tutti i soggetti interessati per permetterne l’attuazione sull’intero territorio regionale” ha spiegato l'assessore.

“Oltre a questo protocollo – ha aggiunto Icardi – ne sono stati sottoscritti altri due condivisi con la rete di internisti e urgentisti per stabilire le regole di accesso ai reparti, per aiutare i Pronto soccorso a individuare meglio chi deve essere ricoverato e chi mandato a casa per essere sottoposto a cure domiciliari” ha concluso l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte.

Nel corso del dibattito, come spiegato in una nota della Regione, Icardi ha risposto a Domenico Rossi, intervenuto per il Pd con Mauro Salizzoni, evidenziando che “il Piemonte è la seconda regione ad essersi dotata di un protocollo armonizzando una serie di provvedimenti già esistenti a partire da marzo. Si tratta di procedure che erano già state trasmesse ai medici ma che necessitavano di un compendio e di una ridistribuzione più netta dei compiti”.

A proposito del numero di Usca, ha risposto alle perplessità di Marco Grimaldi (Luv) che “al momento ci sono più di 500 figure professionali attivate e che il territorio piemontese, secondo quanto previsto dal Ministero, ne vede attive 90: una ogni 50 mila abitanti”.

Sulle prestazioni a domicilio da parte delle Usca, ha infine rassicurato Carlo Riva Vercellotti (Fi) che esiste l’Unità di crisi aziendale che ha il compito di verificare l’operato delle singole Usca.

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