Ristoratori in crisi, le polemiche dopo l’intervista alla viceministra torinese che dice: "Virgolettati falsi"

Il suo entourage se la prende con alcuni giornali. La polemica è nata dopo le dichiarazioni di Laura Castelli a Tg2Post

Laura Castelli (Foto Ansa)

Venerdì 17 luglio l'intervista a Tg2Post, ieri le polemiche e nelle ultime ore la smentita su alcune dichiarazioni in merito alla crisi dei ristoratori. "Smentiamo categoricamente i virgolettati attributi al Vice Ministro Laura Castelli, riportati anche oggi da alcuni organi di stampa". Così, in una nota, l’Ufficio Stampa del Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, che elenca poi parte dei virgolettati in questione e ribadisce che non sono attribuibili a Castelli: "'I ristoranti? Chiudano', 'Pochi clienti, trovino un altro lavoro', 'Non hanno più clienti? Allora cambino mestiere', 'Siete in crisi? Cambiate lavoro'. Sono alcuni dei virgolettati - pubblicati da Libero, Il Giornale, Il Tempo - totalmente falsi. Parole mai pronunciate dal Vice Ministro", conclude l'Ufficio Stampa.

La polemica è nata dopo le dichiarazioni rilasciate dal viceministro a Tg2Post sulla crisi dei ristoratori (l’articolo di Today). In realtà Castelli, secondo quanto ricostruito da Today, non ha usato esattamente le parole di cui viene accusata. Rispondendo ad una domanda del conduttore, la viceministra ha detto testualmente: "Questa crisi ha spostato la domanda e l'offerta. Le persone hanno cambiato il modo di vivere e bisogna tenerne conto e bisogna aiutare le imprese, gli imprenditori creativi, a muoversi sui nuovi business che sono quelli che sono nati, perché ce lo possiamo dire che sono nati [nuovi business]".

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"Certo c'è l'emergenza - ha poi aggiunto -, ma se una persona decide non andarsi più a sedere al ristorante bisogna aiutare l'imprenditore a fare un'altra attività, a non perdere l'occupazione e va sostenuto anche nella sua creatività" perché "magari ha visto che c'è un nuovo business che può affrontare. Io credo che negare il fatto che la crisi ha cambiato la domanda e l'offerta, ma proprio in termini macroeconomici, sia un errore".
 
 

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