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"Non è più il mio Movimento": Curatella dice addio all'Appendino e passa in opposizione

Maggioranza sempre più ridotta all'osso

Inizio d'anno con il botto il 2020 per la sindaca Chiara Appendino, in quello che è in tutto e per tutto un terremoto politico.

Questa mattina, 2 gennaio 2020, Cataldo Curatella, classe 1974, ha deciso di uscire dal Movimento 5 Stelle e passare nel gruppo misto di minoranza. 

Lo stesso consigliere ha deciso di spiegare la sua decisione attraverso un lungo post, apparso sulla propria pagina Facebook.

Nel 2009, dopo anni di vuoto politico, riconobbi in un piccolo gruppo di persone una forza politica alternativa che poneva al centro delle proprie azioni le persone, indipendentemente dalla loro estrazione.
Una forza politica che nel motto “uno vale uno” non voleva indicare uno vale l’altro ma che ciascuno contava, in modo orizzontale, per portare avanti azioni politiche discusse e valutate nel merito e non basate su personalismi, interessi personali o, peggio ancora, privati.
Nonostante in questi ultimi periodi abbia cercato di portare avanti le tematiche che sin dalle origini hanno caratterizzato il Movimento 5 Stelle a Torino, dopo un lungo periodo di riflessione e valutazione, mi trovo a rendermi conto che alla fine quel Movimento nato da pochi nel 2009 non esiste più!

Non è più possibile discutere nel merito delle problematiche dei cittadini, soprattutto se questo vuol dire mettere in evidenza le gravi mancanze e i gravi problemi creati da chi ricopre un ruolo rilevante ma che risulta intoccabile. Problematiche che si iniziano ad affrontare realmente solo dopo una “promozione” sul campo, con relativo passaggio di deleghe, e soprattutto solo dopo intervento dello Spresal con tanto di apposizione di sigilli per gravi mancanze in relazione alla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Era il Movimento delle persone che volevano ridare centralità alle istituzioni, risolvendo le problematiche burocratiche che ogni giorno i cittadini devono affrontare in modo da semplificare loro la vita, indipendentemente dalla propria vicinanza politica. Si è invece diventati quelli che si inventano tavoli paralleli e alternativi alle istituzioni stesse, di ogni livello, che facilitano e bypassano la politica decidendo quali debbano essere i cittadini/comitati da favorire (di serie A), forse perché più vicini politicamente, e quali cittadini/comitati (di serie B) senza alcuna facilitazione perché preferiscono seguire iter istituzionali o forse perché non politicamente vicini.

Era il Movimento che lottava contro il conflitto di interessi, senza nessuna differenza sul chi e come, perché ogni conflitto di interesse accettato era una perdita per i cittadini stessi. Invece, ora, si fa scrivere o quantomeno suggerire un intero piano di sviluppo a chi ha ormai in mano le redini di questo Blog delle Stelle mediante la piattaforma Rousseau che rappresenta il modo perfetto per decidere facendo credere che la scelta sia condivisa, favorendo quindi il passaggio da cittadini attivi a cittadini tifosi. Piattaforma più volte finita sotto indagine per problemi legati alla privacy e alla mancanza di trasparenza, a cui volontariamente non mi sono mai iscritto forse unico tra tutti gli eletti in ambito nazionale.

Era il Movimento che puntava a innovare il Paese ma mettendo al centro le persone, senza glissare sui possibili impatti sanitari, sociali, ambientali ma affrontandoli senza timore prima di avviare l’innovazione stessa e dirimendo ogni dubbio, valutandone i rischi specifici. Ora si punta all’innovazione a tutti i costi, rimandando ai posteri le valutazioni del rischio e le conseguenze.

Manca purtroppo una visione strategica di cosa si voglia far diventare la Città e forse anche il Paese, o almeno questo viene mostrato esternamente, si agisce spesso pensando solo all’ordinaria amministrazione ma senza progetti strutturali che non siano stati ereditati per poi essere, eventualmente, modificati di direzione giusto per prendersene il merito, e non si percepisce nelle azioni quale voglia essere la direzione di sviluppo da voler far prendere alle Periferie che non siano interventi di “agopuntura” localizzata ma senza riuscire a individuare quale sia almeno la traccia di visione strategica futura.

Fare politica, secondo me, vuol dire condividere ogni singola azione per arrivare a una decisione comune, che si tratti di definire le politiche sull’innovazione, sull’urbanistica, sui trasporti, sul sociale o i nomi di chi dovrà ricoprire determinati ruoli. Politica non è arrivare con scelte già effettuate, non si sa dove e con chi, per poi agire solo per convincere che la decisione è condivisa.

Non era questo il Movimento, non erano queste le finalità che ci si prefiggeva e non è più possibile restare all’interno di un contenitore che ha solo l’intestazione originaria ma è ormai quanto di più lontano si possa immaginare e basato solo su narrazioni politiche via social.

Ed è anche per queste ragioni che oggi ho consegnato al Presidente del Consiglio del Comune di Torino la lettere con cui comunico la mia uscita dal gruppo politico che si riconosce e fa capo a questo Movimento 5 Stelle. 

Maggioranza sempre più ridotta all'osso

Con il passaggio in minoranza di Curatella, i pentastellati rimasti sulla nave sono 22, compresa la sindaca Appendino. Il che vuol dire avere solo due voti in più rispetto all'opposizione. 

Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, però, non ha perso tempo nel commentare la notizia e per definire ancora "solida" la maggioranza stessa: 

"Apprendiamo della scelta di Aldo Curatella di lasciare il gruppo del M5s in Consiglio Comunale, ma vogliamo ribadire che la maggioranza è solida e il sostegno a Chiara Appendino e alla giunta non mancherà da qui alla fine del mandato. Questo è il primo elemento da sottolineare in questo momento, ma bisogna anche fare chiarezza su alcuni aspetti.

Il Movimento 5 Stelle è sempre lo stesso. Siamo la casa di tutti i cittadini che vogliono cambiare il Paese e chi non condivide alcune posizioni ha tutto lo spazio per affermarlo all'interno. Siamo stupiti della decisione di Curatella. Nonostante abbia più volte assunto posizioni contrarie all'azione della giunta e del governo è sempre stato parte del gruppo e, come tutti, ascoltato. Le sue uscite, anche quando hanno messo in difficoltà la Maggioranza e la stessa Giunta, non sono mai state oggetto di segnalazioni o richieste di espulsione.

Curatella dice di non sentirsi più parte del Movimento e questo è legittimo, anche se non condivisibile, ma come lui ha sempre fatto con tutti quelli che lo hanno preceduto in questo passo, dobbiamo ricordargli che ha firmato un impegno etico prima dell'elezione, il quale prevede che la strada per lasciare il M5S sia quella delle dimissioni da consigliere. Nel rispetto, innanzitutto, dei cittadini che hanno creduto in noi e nel nostro progetto di cambiamento.

Al momento sembra intenzionato a passare al gruppo misto di minoranza, una scelta incoerente rispetto a quanto ha sempre sostenuto finora e che lascia davvero basiti".

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