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Domenica, 5 Dicembre 2021
Politica

Sindaca indagata, le prime reazioni della politica

L'avviso di garanzia è arrivato anche a Rolando e Giordana

E dopo la notizia dell'avviso di garanzia alla sindaca Appendino, all'assessore al Bilancio Rolando e al capo di gabinetto Giordana, arrivano le prime reazioni politiche. 

È pacata e garantista quella che arriva dall'area di centrosinistra. Uno dei più tempestivi nel dire la sua è il senatore Pd Stefano Esposito che però è cauto e sui social scrive: " Per quanto mi riguarda, massimo garantismo anche per lei: noi non siamo grillini". 

Anche Enzo Lavolta ci va con i piedi di piombo e commenta così la notizia: "L'avviso di garanzia mira a tutelare l'indagato ed il suo diritto di difesa costituzionalmente garantito. Punto".

Conferma la stessa posizione Silvia Fregolent, deputata democratica che commenta così la notizia: " Anche nel caso della Appendino indagata per falso in atto pubblico, noi siamo e saremo sempre garantisti. Gli unici ad avere un problema in casa, con la propria coscienza e la propria credibilità politica, sono i 5 stelle. Sono passati – precisa - dalle parole lapidarie di Di Maio: ‘se un politico viene indagato si deve dimettere’, a ‘leggiamo le carte’, fino a ‘decidiamo dopo il primo grado di giudizio’. Per non parlare delle regole modificate apposta per la Raggi. L’asticella del presunto livello di moralità l’hanno fissata loro, peccato però che tutte le volte la facciano cadere”.

Più dura invece la reazione dall'area di destra. Non si limita Fabrizio Ricca della Lega Nord: "Siamo garantisti sempre, ma da chi ha preso voti urlando “onestà”, facendo la campagna elettorale sventolando cappi e manette, ci aspettiamo se non le dimissioni almeno un'auto sospensione da Sindaco. La coerenza prima di tutto". 

E lo stesso fa Maurizio Marrone di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale: "Alla faccia della parola "onestà" urlata dai grillini nella "presa" di Palazzo Civico, l'Appendino ha già collezionato la sua seconda iscrizione nel registro degli indagati, e questa volta non si tratta di una fatalità, ma si parla di un bilancio falsificato. Eppure - continua - non accenna nemmeno a schiodarsi dalla poltrona da Sindaco. Ci pensiamo noi, per amore di Torino, a chiedere formalmente alla Corte dei Conti di commissariarla". 

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