In arrivo altri 76 immigrati in Piemonte, l'assessore alla Sicurezza: "Il Governo ha tradito la parola"

Da un incontro in Prefettura era emerso che, nella nostra regione, non sarebbero più stati inviati migranti

Questa sera, martedì 18 agosto, arriveranno in Piemonte 76 immigrati. Una decisione, che arriva da Roma all'indomani dei nuovi sbarchi sulle coste siciliane e che ha creato scontento in Regione. Già perchè dopo l'incontro di due settimane fa fra il Prefetto di Torino e l'assessore alla Sicurezza del Piemonte, Fabrizio Ricca, era trapelato che il Governo non avrebbe più trasferito sul territorio regionale altri cittadini extracomunitari.

" Il Governo, che aveva dato la sua parola sul fermare gli arrivi di immigrati sbarcati in Sicilia - ha commentato Ricca -, ha tradito quanto promesso: questa sera invierà 76 immigrati in Piemonte. L’idea originaria del ministero dell’Interno era di mandarne 300 e solo l’opposizione della Regione e la mediazione della prefettura di Torino hanno impedito che questo proposito si concretizzasse. La Regione però, non può rimanere in silenzio e accettare supinamente questa mancanza di rispetto".

I 76 immigrati in arrivo verranno distribuiti tra il centro Fenoglio di Settimo Torinese e quello nell'astigiano, a Castello d'Annone, dove proprio oggi è impegnato in un sopralluogo il governatore Cirio. A fine luglio, per decisione del Viminale, arrivarono a Torino su quattro autobus 156 migranti sbarcati da poco a Lampedusa, che vennero suddivisi tra il centro che ha sede in Strada della Pellerina a Torino e quello di Settimo: una ventina di loro, in seguito ai tamponi, sono risultati positivi al covid e messi in isolamento. 

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"Se il ministro Lamorgese - conclude l'assessore alla Sicurezza - è veramente una donna dello Stato, così come l’abbiamo conosciuta alla guida della prefettura di Milano, mantenga la parola data e si riprenda gli immigrati, destinandoli ad altre regioni che si sono dimostrate politicamente desiderose di accogliere. Il Piemonte ha già pagato duramente l’emergenza sanitaria di questo inverno e non vuole pagare sulla sua pelle, la politica scellerata dei “porti aperti” voluta dal Governo Conte".

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