Olimpiadi 2026, potrebbero essere low cost: avanzano 60 milioni dal 2006

Nelle casse dell'Agenzia che realizzò gli impianti 

Ci sono ancora 60 milioni di euro che avanzano dai risparmi delle Olimpiadi Invernali del 2006. Lo ha rivelato Mimmo Arcidiacono, commissario dell'Agenzia Torino 2006, creata nel 2000 per realizzare gli impianti olimpici e prorogata nel 2008 per gestire il post-olimpico. In vista di una possibile candidatura della città ai Giochi del 2026, le spese per l'organizzazione dei Giochi bis potrebbero quindi essere notevolmente inferiori. All'inizio di luglio, l'Agenzia ha inviato alla Presidenza del Consiglio, una lettera che ricorda che il 31 dicembre 2018 scadrà la proroga della gestione commissariale dell’Agenzia Torino 2006, a fronte di attività ancora da svolgere sul post olimpico.

"Il cronoprogramma aggiornato degli interventi - si legge nella missiva - già attualmente approvati e impegnati per circa 43 milioni di euro, prevede che gli ultimi ad essere realizzati siano completati a fine 2021, con la conseguente attività a carico del commissario liquidatore così come previsto dalla medesima legge. In merito all’ulteriore richiesta da parte della Fondazione 20 marzo 2006 che ha individuato un elenco (4° stralcio) di interventi da realizzare, si precisa - conclude la lettera - che gli stessi possono essere finanziati con le disponibilità residue di saldo attivo per la completa attuazione della legge 65/2012."

"Aspettiamo che il governo risponda - ha commentato Arcidiacono - anche in considerazione della possibile e auspicata candidatura italiana per le Olimpiadi 2026. Olimpiadi che potrebbero costare, secondo i nostri calcoli basati sulle spese concrete sostenute allora circa 800 milioni in luogo dei circa 2 miliardi spesi nel 2006".

"Sarebbe utile che - ha commentato Stefano Lo Russo, capogruppo del Pd in comune - , nel rispetto delle disposizioni previste dalla legge 65 del 2012, la Fondazione XX Marzo 2006, cui compete la programmazione degli interventi sul patrimonio post-olimpico torinese deliberasse urgentemente la loro destinazione e avviasse le procedure per evitare che questi fondi possano finire nel calderone del bilancio statale e venire impiegati altrove. Sono tanti i progetti che potrebbero venire sviluppati e finanziati dalle Arcate del Moi a Torino Esposizioni. Sarebbe un delitto - ha concluso - perdere un'opportunità del genere. Hanno tempo solo fino al 31 dicembre, cerchino di sbrigarsi. A partire dalla sindaca Appendino". 

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