Domenica, 19 Settembre 2021
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Crisi: un primo semestre difficile per le imprese torinesi

La situazione delle piccole e medie aziende di Torino non è florida. Sempre più ridotto il mercato domestico, trascurate le esportazioni. E secondo i dati, sono destinate al peggioramento

 

Presente faticoso e futuro difficile per le piccole e medie aziende torinesi: una su quattro ha ridotto l'organico, solo il 26,4% ha realizzato nuovi investimenti, il 21,7% ha fatto ricorso alla cassa integrazione, percentuale destinata ad aumentare. E' il quadro dello stato di salute delle piccole e e medie imprese torinesi. "I primi sei mesi del 2012 sono andati male e i prossimi sei andranno peggio". E' il commento di Massimo Guerrini, vicepresidente vicario di API Torino.
 
Per dare un'idea della situazione: il 79,1% delle imprese esclude di realizzare nuovi investimenti. Nella prima parte del 2012 il 39,4% delle imprese manifatturiere ha subito un calo della produzione. Sul fronte degli ordini e del fatturato i primi sono diminuiti per il 52,1% delle aziende, il secondo è sceso per il 48,8%. "In maggiore sofferenza - spiega Fabio Schena, Responsabile dell'Ufficio Studi di API - continuano a risultare le imprese che operano unicamente sul mercato domestico, risentendo della persistente debolezza della domanda interna".
 
Secondo le rilevazioni, per il 70% delle imprese l'incidenza delle esportazioni sul fatturato complessivo rimane entro il 30%. Per quanto riguarda la cassa integrazione guadagni, durante il primo semestre di osservazione il 21,7% delle piccole e medie imprese vi ha fatto ricorso, segnando un lieve aumento rispetto al 19,1% relativo al periodo luglio-dicembre 2011. Le previsioni per il semestre successivo sono di un ulteriore aumento al 26,4%. I dati mensili raccolti dall'Associazione mettono in evidenza che nei primi 5 mesi del 2012, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, il numero delle imprese che hanno richiesto la cig ordinaria è aumentato del 76%.
 
(fonte ANSA)
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