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Lunedì, 27 Giugno 2022
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L’hambugeria più irriverente d’Italia approda a Torino

Dopo il successo a Milano, Burgez apre il suo primo negozio nel capoluogo piemontese

L’epicentro da cui la tendenza delle Hamburgerie si è propagata a macchia d’olio coincide con gli Stati Uniti d’America e, non a caso, la maggior parte di catene dedicate agli hamburger sono riconducibili in un modo o nell’altro a proprietà a stelle e Strisce. Ma noi italiani, si sa, quando c’è il cibo di mezzo non temiamo il confronto con nessuno e se dobbiamo gettarci nella mischia non ci facciamo di certo pregare.

Prendiamo per esempio Burgez, catena italiana che conta attualmente 8 locali – tutti a gestione diretta e non in franchising per mantenere il controllo qualitativo del prodotto - a Milano, a cui se ne aggiungeranno a breve altri due. La proposta è molto semplice: hamburger, hot dog e patatine fritte. Ma quel che distingue Burgez da un normale fast food è la qualità delle materie prime: la carne 100% italiana fornita da produttori locali, il pane che arriva direttamente all’America e un vasto assortimento di salse home-made.

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Ma a rendere veramente speciale questa realtà è la comunicazione irriverente – principalmente su Instagram -  affidata a Upper Beast Side: tanto il curioso slogan del locale “Try not to come back if you can” – traducibile in “Prova a non tornare se ci riesci”- quanto la scelta di una precisa impronta grafica costruita con colori brillanti, immagini accattivanti dei prodotti e font visivamente impattanti, contribuiscono a creare un’identità immediatamente riconoscibile alla clientela.

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D’altronde è la stessa storia leggendaria di Burgez a imporre al brand il contrassegno dell’originalità: nel dicembre del 2012 Simone Ciaruffoli è a New York per un’intensa tre giorni di colloqui, deciso a cambiare lavoro e vita. Una sera, terminati gli incontri e ancora euforico per la sua rincorsa al sogno americano, poco prima di entrare in un locale incontra un vecchio senzatetto: è la svolta che cercava.

Ma la direzione è inaspettata. L’anziano infatti gli regala un breve diario che racchiude il segreto dei suo genitori tedeschi: una preziosa ricetta per la preparazione a regola d’arte dell’hamburger. Ed è lì che, in uno di quei rari momenti in cui ci diventa improvvisamente chiaro cosa dobbiamo fare e perché lo dobbiamo fare, Simone capisce immediatamente che il suo destino non dipenderà dai colloqui sostenuti in quei giorni e si compirà lontano dall’America.

E con buone pace dei Maya, che avevano fissato la fine del mondo qualche giorno dopo quell’incontro, decide di cominciare una nuovo progetto professionale e di vita.

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Tre anni dopo quell’incontro Simone, affiancato da Martina Valentini -  Co-Founder e attuale General Manager dell’azienda -, dà il via all’avventura di Burgez. E questa storia, lungi dall’essere terminata, è destinata ad arricchirsi di nuovi capitoli: il 28 febbraio infatti Burgez ha varcato per la prima volta i confini di Milano, con l’apertura di Torino in Via Giolitti 16, portando anche nel capoluogo sabaudo la sua irriverenza, la sua originalità e la sua filosofia, mettendo le basi per un 2020 che si preannuncia trionfale, con dieci aperture previste e una previsione di fatturato di 19 milioni – contro i 7,8 dello scorso anno –, in linea con il trend dell’ultimo triennio che ha fatto registrare una crescita del 360%.

Burgez vi aspetta a Torino in via Giolitti 16: provate poi a non tornarci più, se ci riuscite.

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