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Arresti No Tav: la soddisfazione del Siap

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

"Siamo davvero soddisfatti" - commenta Michele CERVIERE, Segretario Generale Provinciale del SIAP, che con i suoi 600 iscritti, è divenuto il 2° sindacato maggiormente rappresentativo nella provincia di Torino.

"Le decine di ordinanze di custodia cautelare in via di esecuzione da questa notte confermano, senza ombra di dubbio, le denunce del SIAP Torino a partire dal 27 giugno scorso" - continua CERVIERE - "Per mesi abbiamo chiesto che venissero individuati e perseguiti i violenti esponenti del movimento no tav che, oltre ad attentare direttamente alla vita delle donne e uomini in divisa, istigano alla violenza e vomitano insulti, su social network e siti internet, oltraggiando la dignità dei poliziotti e dello Stato che rappresentano".

"Oggi, finalmente, lo Stato batte un colpo e comincia a rendere giustizia alle centinaia di feriti tra le forze di Polizia causati dai vili attacchi di questi aspiranti omicida che con il loro comportamento hanno messo in ombra la legittima e pacifica protesta di migliaia di manifestanti che non condividono la realizzazione della linea tav"- prosegue CERVIERE - "I provvedimenti smontano la ridicola commedia in cui gli aggressori no tav hanno cercato di spacciarsi per vittime della scientifica follia delle forze di Polizia".

"Il nostro plauso e ringraziamento" - specifica CERVIERE - "va a tutti i colleghi che ad ogni livello hanno raccolto il materiale documentale e condotto le indagini con dedizione, impegno e professionalità permettendo così di raggiungere un risultato tanto atteso".

"Nei giorni in cui viene distribuito nelle sale il film ACAB" - conclude CERVIERE - "la Polizia di Stato rende l'ennesima testimonianza dell'abissale differenza tra finzione e realtà. Senza entrare nel merito della valenza artistica del film, un fatto è certo: i poliziotti non sono un branco di psicolabili che sfogano le proprie frustrazioni sul malcapitato manifestante o ultrà di turno ma sono, invece, seri professionisti che svolgono la loro missione con abnegazione nonostante le molteplici difficoltà . Le vicende della Val di Susa, dai fatti di Venaus del 2005 ad oggi, lo dimostrano".

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