Riciclo capsule di caffè, Torino è tra le città più attive

Raccolta in aumento del 39,8% rispetto all'anno precedente

Torino è una delle città più attive nella raccolta delle capsule di caffè esauste. Nel 2019, infatti, il progetto di raccolta delle capsule di caffè esauste ha permesso di recuperare, grazie alla collaborazione tra Nespresso e Amiat Gruppo Iren, più di 100 tonnellate di capsule in alluminio, segnando una crescita del 39,8% rispetto all’anno precedente.

Il progetto

Le capsule di caffè, fatte di plastica, caffè e alluminio, sono infatti tutt'altro che semplici da separare e riciclare a casa, ma con il progetto di riciclo " Da Chicco a Chicco" nato nel 2011  grazie a una convenzione con CiAl (Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio), Utilitalia e CIC (Consorzio Italiano Compostatori), Nespresso rende possibile il loro recupero.

A Torino, la Convenzione tra Amiat Gruppo Iren e Cial è stata siglata nel marzo 2012 e prevede la raccolta delle cialde conferite dai consumatori presso i punti vendita di Nespresso sul territorio torinese. Quanto raccolto viene quindi portato presso uno dei Centri di Raccolta Amiat e avviato al recupero dal Consorzio.

Nei negozi e nelle isole ecologiche 

Il programma, sul quale Nespresso ha investito ad oggi oltre 6 milioni di euro e dove Amiat - Gruppo Iren - ha fornito un consistente apporto alla logistica del riciclo, permette ai consumatori di riconsegnare le proprie capsule esauste nell’apposita area recycling presente all’interno delle Boutique Nespresso o in alcune isole ecologiche distribuite sul territorio nazionale.

Un sistema capillare di 113 punti di raccolta presenti in 67 città italiane, con 17 nuovi punti di raccolta aperti nel solo 2019 al fine di permettere ad un numero sempre maggiore di consumatori di contribuire al recupero delle capsule. Nel 2019, su tutto il territorio nazionale, sono state così recuperare ben 1.335 tonnellate di capsule in alluminio, in crescita del 31% rispetto all’anno precedente.

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Il riciclo

Le capsule riconsegnate vengono successivamente raccolte dalle aziende che, come Amiat, si occupano della gestione del servizio di raccolta differenziata e inviate per la lavorazione ed il recupero presso un impianto, dove l’alluminio viene separato dal caffè. A seguito della separazione dei due materiali, l’alluminio viene destinato alle fonderie per il processo di riciclo che lo trasformerà in nuovi oggetti, mentre il caffè viene destinato a un impianto di compostaggio per la sua trasformazione in compost, utile per le coltivazioni agricole.

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