La Regione punta sul Giardino Botanico: un nuovo polo di attrazione turistica

Nell'ambito del progetto di Smart Energy

Il Giardino Botanico di Trana

Il Giardino Botanico Sperimentale “Rea” di Trana, in Val Sangone, diventerà autosufficiente sotto il profilo energetico e incrementerà le visite didattiche e naturalistiche rivolte al pubblico. Si tratta di un progetto pilota promosso dalla Regione Piemonte che applica modelli di "circolarità".

Didattica e ricerca

L' obiettivo della progettazione, per il cui affidamento è in corso una gara indetta dalla Regione, su una base di 53 mila e 400 euro, è di innalzare la qualità e l’efficienza del Giardino Rea, senza trascurarne la vocazione didattica e di ricerca. Da non trascurare poi è la volontà di arricchire il territorio della Val Sangone di un ulteriore e rinnovato polo di attrazione turistica.

"Il recupero del Giardino Botanico sperimentale Rea  - spiega l'assessore regionale al Patrimonio, Andrea Tronzano - consentirà il riavvio delle attività didattiche e di promozione della cultura scientifica a suo tempo organizzate dal Museo di Scienze Naturali, ma anche il rilancio del sito, in applicazione dei principi dello sviluppo sostenibile e dell’economia circolare. La valorizzazione di questo bene del patrimonio regionale - conclude - mira infatti ad incrementare la qualità e l’efficienza del servizio pubblico, restituendo all'area della Val Sangone un importante punto di attrazione turistica".

Un'iniziativa "smart" europea

Un’attività sperimentale di “Smart Energy”, nell'ambito del progetto europeo “Ppi2Innovate", che conta sulla collaborazione di numerosi partner  - amministrazioni locali, enti accademici e della ricerca - di Italia, Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia, Slovenia e Croazia. Per l’Italia partecipano la Direzione Risorse Finanziarie e Patrimonio della Regione Piemonte, l’Università di Torino e, in qualità di partner associato, il Comune di Torino.

Il budget complessivo del progetto europeo ammonta a un milione e 661 mila euro, cofinanziato dal Fesr, Fondo europeo di sviluppo regionale, per un milione e 394 mila euro.

La storia

Il Giardino “Rea” fu fondato nel 1967 come "Giardino sperimentale di acclimatazione per piante alpine ed erbacee perenni". Nel 1989 fu acquisito dalla Regione Piemonte, che con il Museo di Scienze Naturali di Torino ha svolto attività non più solo di conoscenza e salvaguardia della biodiversità, ma anche di promozione e di diffusione della cultura scientifica della flora locale ed internazionale.

Nel Giardino, che occupa una superficie di oltre 10 mila metri quadrati, sono coltivate più di 2.500 specie di piante, comprese quelle rare ed a rischio di estinzione. Nel tempo le collezioni sono state arricchite per illustrare le più moderne conoscenze botaniche, la ricerca naturalistica e lo sviluppo di una nuova museologia botanica.

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