Ondate di calore e alluvioni: il Piano di resilienza del Comune per contrastare i cambiamenti climatici

Il documento propone una serie di azioni guida da seguire

A Torino, le temperature massime salgono di 0,8 gradi ogni 10 anni

"Il Piano di resilienza climatica è uno strumento pianificatore e ci dirà come e in che misura intervenire sul territorio". Alberto Unia, assessore all'Ambiente del Comune di Torino ha spiegato l'utilità del documento, appena approvato dalla Giunta e che dovrà passare all'esame della Sala Rossa. Il Piano si propone di aiutare l'amministrazione e i cittadini a fronteggiare in modo più efficace ondate di calore, allagamenti e altri effetti dei cambiamenti climatici e, al tempo stesso, adattare la città per ridurre le vulnerabilità del suo territorio e fronteggiare le criticità. Il cambiamento climatico costituisce una delle maggiori sfide che l’umanità si trova oggi ad affrontare, poiché i rischi che ne derivano per il pianeta e per le generazioni future sono enormi e obbligano a intervenire con urgenza.

Eventi estremi: ondate di calore e allagamenti

Il gruppo di lavoro che ha contribuito a redarre il Piano ha lavorato a stretto contatto con diversi attori locali, in primis Arpa e Regione Piemonte, ma anche le Università torinesi e la Smat, identificando le principali vulnerabilità del territorio e individuando una serie di misure di adattamento a breve e lungo termine definendo un'ottantina di azioni finalizzate a ridurre gli impatti causati principalmente dalle ondate di calore e dagli allagamenti, che, rappresentano i principali rischi connessi ai cambiamenti climatici a cui è esposta la città.

“La frequenza e la forza degli eventi meteorologici estremi è in aumento e anche Torino negli ultimi anni ne ha subito l’impeto con danni significativi alla città. Arpa Piemonte - spiega il Direttore Generale Angelo Robotto - raccoglie, analizza, elabora e studia i dati anche per metterli a disposizione degli enti che possano creare, come in questo caso, piani di resilienza . Dai dati emerge come a Torino la temperatura massima salga di ben 0,8 gradi ogni 10 anni. Per quanto riguarda le precipitazioni invece non ci sono variazioni significative nella quantità di pioggia caduta mediamente in un anno, ma si osserva una diminuzione del numero di giorni piovosi e un aumento dei fenomeni di maggiore intensità come anche recentemente accaduto.”

Gli eventi estremi dunque, sono sempre più estremi e frequenti. Nel 2100, considerando che le temperature massime sono in forte evoluzione, qualora non si applicassero le giuste mitigazioni, si potrebbero raggiungere addirittura 7 gradi in più.

Le azioni 

Ma quali sono le linee guida proposte dal Piano di resilienza climatica? Tra le misure previste, la realizzazione di soluzioni basate sulla natura (le cosìdette Nature Based Solutions) per mitigare l’effetto isola di calore, nonché per aumentare la permeabilità del suolo e rallentare il deflusso delle acque meteoriche in fognatura; l’utilizzo di materiali innovativi che consentano il raffreddamento delle pavimentazioni urbane; interventi infrastrutturali che prevedano il recupero delle acque piovane, la de-impermeabilizzazione, la realizzazione di tetti e pareti verdi, l’utilizzo di materiali di rivestimento “cool” con albedo elevato, l’installazione di sistemi mobili per l’ombreggiamento.

E ancora, soluzioni innovative per un trasporto pubblico fresco e confortevole; incremento delle alberature per contrastare le isole di calore e valorizzazione del verde come "rifugio climatico".  Inoltre il Piano prevede una sostanziosa campagna di sensibilizzazione dei cittadini, sui corretti comportamenti da adottare. 

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"Quella del cambiamento climatico è una grande sfida e la salvaguardia dell'ambiente è una priorità che abbiamo identificato fin dal primo giorno del nostro mandato - ha detto la sindaca Appendino -. Il vantaggio di questo Piano, a parte l'investimento materiale, è anche quello immateriale: rappresenta un vero e proprio cambiamento culturale, vuole intervenire nelle abitudini quotidiane di ciascuno di noi". 

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