menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

A Ivrea il primo parco naturale di bambù: l'idea è dell'azienda torinese Alma Italia

Dall'industria al tessile fino al settore food, il bambù è la risorsa perfetta per un futuro più green

Il primo parco naturale italiano di bambù sarà a Ivrea. Alma Italia Spa, azienda torinese leader nella green economy, ha dato il via al progetto del parco. L'obiettivo è quello di accogliere, su una superficie di 15 ettari e nell'arco dei prossimi 3-5 anni, percorsi educativi legati all'ambiente, volti a sensibilizzare il pubblico sui benefici economici, ambientali e rigenerativi del bambù. 

“Quello del bambù gigante è un modello di business che in Cina, Taiwan, Thailandia e Giappone è già molto diffuso - commenta Antonio Villani, presidente Alma Italia Spa - e sta dando ottimi risultati perché utilizzato per la produzione in diversi settori: dalla costruzione di case fino alle pale di turbine eoliche, senza dimenticare l’ambito food non solo per i germogli, ma anche come integratore alimentare, fino al settore tessile per la realizzazione di capi di abbigliamento e accessori. La forte crescita dovuta alla richiesta di mercato per applicazioni di tipo industriale - prosegue -, gli riconoscono la definizione di ‘acciaio vegetale’, grazie alle sue caratteristiche di resistenza e durezza, che lo rendono idoneo anche all’utilizzo in ambito edilizio e tecnologico, nel campo delle energie rinnovabili.”

L'impiego del bambù

Investire nella piantagione di bambù oggi significa investire in una risorsa ecologica in grado di contribuire a un futuro più green, puntando a una maggior salvaguardia dell’ambiente, contribuendo non solo a ridurre l’effetto serra, ma anche a diminuire la pressione sulle foreste naturali rimaste nel mondo. Sono più di 1.500 le applicazioni industriali derivanti dalla pianta di bambù gigante, dal germoglio utilizzato nel settore alimentare, alle foglie impiegate oltreché in campo food, anche nel settore cosmetico e farmaceutico, fino al culmo, la cosiddetta “canna di bambù” che trova molteplici usi in ambito tessile, edile e nel settore dell’arredo e dell’oggettistica. Grazie alle sue proprietà fitodepurative, il bambù consente inoltre di bonificare e rimineralizzare i terreni, aggiungendo valore ambientale ed economico al contesto che le ospita. Alma Italia Spa ha inoltre favorito la nascita di piantagioni di bambù gigante a Ferrara (8 ettari) e Brindisi (45 ettari).

Economia e agricoltura rigenerativa

In ottica di economia e agricoltura rigenerativa, Alma Italia Spa affianca inoltre alla piantumazione di bambù gigante l’attività di lombricoltura, coordinata dalla controllata Conitalo S.r.l. società che gestisce il più grande impianto d'Europa, con circa 26 mila metri quadri effettivi di lombrichi rossi, per una produzione media annua di 60.000 quintali di puro vermicompost, il “lievito madre della terra”, sostanza organica di arricchimento dei terreni e concime biologico che consente di evitare l’uso di agenti chimici. Le aree di produzione hanno sede a Fossano (Cuneo), dove avviene anche il confezionamento del vermicompost, e a Turi (Bari).

Intanto Alma Italia Spa punta alla condivisione e sceglie una modalità innovativa per innescare il proprio processo di rebranding: una piattaforma online per chiedere ai suoi oltre mille azionisti di scegliere marchio e slogan che meglio identificano la società. A dicembre si sono chiuse le votazioni per il lancio del nuovo logo e hashtag #coltiviamovalori scelto come impegno e esortazione, visibili sul sito almaitaliaspa.it.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

Telepass Store, a Torino aperto il secondo punto vendita in Italia

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TorinoToday è in caricamento