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Salone del Libro, manca un parcheggio per biciclette. La proposta: “500 posti con transenne nella zona auto”

In prossimità dell’ingresso principale di Lingotto Fiere

Un parcheggio bici temporaneo al Lingotto, in occasione del Salone Internazionale del Libro. Lo chiede la Consulta della Mobilità Ciclistica e Moderazione del Traffico al Comune di Torino. Solitamente, per recarsi all'evento -  che quest'anno è in programma dal 19 al 23 maggio - molti cittadini torinesi scelgono la bicicletta o il monopattino e la proposta agli assessori alla Cultura, Mimmo Carretta, e all'Ambiente e alla Viabilità, Chiara Foglietta in accordo con il direttore del Salone, Nicola Lagioia, è quella di realizzare un vero e proprio parking temporaneo dedicato, dal lato di via Nizza, in prossimità dell’ingresso principale del Lingotto Fiere.

"Sulla falsariga della recente Fiera del Cicloturismo a Milano - spiega Diego Vezza, presidente della Consulta -, è sufficiente delimitare un’area definita, riconoscibile, con delle rastrelliere per legare 'ordinatamente' le biciclette. Cinquecento posti bici, circa 100 transenne, potrebbero essere un target realistico e concreto, occupando una minima porzione dell’attuale parcheggio auto. Dal momento che il sito ufficiale del Salone del Libro promuove la bicicletta come uno dei mezzi di trasporto per raggiungere l’evento, al pari dell’auto - che, però, uno o più parcheggi dedicati li ha eccome - sarebbe un segnale molto importante per invitare la cittadinanza a scegliere un mezzo di trasporto attivo e sostenibile".

Alle ultime edizioni della kermesse letteraria, in mancanza di un vero parcheggio per le biciclette, sono state tante le segnalazioni ricevute dalla Consulta da parte di persone, che recatesi al Salone con la bici, sono state costrette a legarle dove capitava: recinzioni, pali, cartelloni, creando disordine e non poca confusione. Le rastrelliere a disposizione in prossimità del Lingotto Fiere infatti sono poche, alcune sono anche nascoste dalle piante che le rendono poco visibili e scomode ai ciclisti, favorendo invece il 'lavoro' dei malintenzionati.  "Essendo il luogo dell’evento situato lungo uno degli assi ciclabili più importanti della Città di Torino - conclude Vezza -, sarebbe senz’altro un’iniziativa utile ai cittadini torinesi, che andrebbe anche accompagnata da una campagna di comunicazione adeguata".

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