Lunedì, 22 Luglio 2024
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Positivi i primi sei mesi del car sharing “privato”, anche se fioccano le multe

Il problema delle tante sanzioni amministrative è stato riscontrato in una cartellonistica non troppo chiara. A dirlo sono i rappresentanti dei servizi privati Car2Go ed Enjoy che giudicano molto positivi i primi sei mesi di vita nella città di Torino

A sei mesi dalla pubblicazione del bando, come sta andando il servizio di car sharing in città? Il punto della situazione lo hanno fatto i tre operatori Car2Go, Enjoy e Car City Club. “Siamo contenti e soddisfatti della risposta dei cittadini - dice Gianni Martino, l’amministratore delegato di Car2Go Italia -, per noi sono stati positivi i primi sei mesi a Torino”. Gli fa eco Simone Serafini, il direttore commerciale di Enjoy: “Abbiamo avuto buoni risultati in questo primo periodo confermati dalle iscrizioni al servizio. Il free floating è una cosa nuova ma è bello che in molti lo abbiano già provato e che abbia generato numeri interessanti”.

Attualmente le tre società che ci sono dietro il servizio di car sharing hanno messo a disposizione dei torinesi un parco di oltre 800 vetture di diverse dimensioni e marchi. Anche se avrebbero la possibilità di incrementare questo numero per il momento non è quella la loro priorità, ma è un’altra e riguarda l’accesso vietato e non consentito in alcune zone della città che secondo loro, a causa delle ripetute multe dei loro clienti, non sarebbe chiarissimo. “L’accesso in Ztl a Torino è un discorso più sentito che in altre città - spiega Serafini di Enjoy - e ci sono molte più incomprensioni sugli accessi consentiti e non. Forse il problema potrebbe essere risolto con una segnaletica più evidente ed esplicativa”. Il problema della cartellonistica è evidenziato anche da Car2Go, meno da Car City Club che, con Tiziano Schiavon, parla di “clienti catechizzati” a non oltrepassare le zone consentite. “La cartellonistica non è il massimo a Torino - ribatte Martino di Car2Go - e la dimostrazione arriva dalle ripetute sanzioni prese da chi si affida al nostro servizio. Questo problema andrebbe risolto per rendere più semplice la vita dei nostri utilizzatori, che sono anche cittadini torinesi”.

L’assessore alla Viabilità del Comune, Claudio Lubatti, ricorda come le auto del car sharing abbiano accesso a 32 varchi per accedere alla Ztl su 37. “Non possiamo e non vogliamo concedere l’accesso alle vie riservate - spiega l’assessore -. E’ una scelta quella di limitare l’accesso e la circolazione in alcune zone e sarebbe per noi controproducente dare il via libera a quasi mille autovetture. Possiamo invece valutare qualcosa che possa aiutare gli automobilisti a capire dove non possono passare”. Sulla revisione della cartellonistica però ci sarebbe più di un problema: “Ci va l’autorizzazione del Ministero, non possiamo di nostra iniziativa cambiare ciò che c’è ora”.

Tra le soluzioni proposte c’è l’installazione di un navigatore ad hoc sulle vetture che dica all’utilizzatore del servizio di non entrare in una determinata via. Per il momento però è solo un’ipotesi.

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